Ripetiamo la domanda retorica.
Cos’è che rende imperdibile ogni video di Katy Perry?
Il corpo naturalmente: sezionato, dilatato, digitalizzato e persino mangiato. Una sintesi niente affatto banale del nostro rapporto con i dispositivi di condivisione di massa e del modo in cui ci rappresentiamo, quasi sempre “a pezzi”.
Nel video di Swish Swish il corpo di Katy non c’è, al suo posto uno ancora più ingombrante, forse sintesi di tutto quello che ha rappresentato solamente attraverso il connubio tra organico e digitale.
La clip di Swish Swish ospita Maria Odete Brito de Miranda conosciuta come Gretchen. La Butt Queen, già digitalizzata in ogni dove e resuscitata dagli anni ’80 in forma gif animata, è qui una material girl senza alcun limite. Volgare, sporca, rifatta e anche un po’ troia, come il mercato che ci circonda senza alcuna distinzione; uno straordinario realismo ipercinetico.
Il video, diretto da Dario Vetere e David Campbell è stato filmato in Brasile in collaborazione con l’ensemble di danza Fit Dance. Vetere è un esperto del genere, basta guardare le clip dirette per gli stessi Fit Dance, ma anche per Mc Beijinho (Me Libera Nega). Immersione profonda nel Brasile più tamarro e festaiolo, ma anche una capacità del tutto istintiva di dipingere digitalmente con i colori, le combinazioni ardite e tutto quello che il basso ventre comanda. Se confrontiamo Swish Swish con quei brutti video arty che circolano in ambito indipendente, figli di una borghesia pseudo-colta cresciuta ad Amelie Poulain, Jean Vigo visto su un sette pollici e Bianciardi, preferiamo stare ancora una volta dalla parte del popolo.






