giovedì, Ottobre 29, 2020

Wesqk Coast e il video mapping di Boris Vitazek e Zuzana Sabova: intervista

Wesqk Coast è un batterista, ma anche un producer e un dj. Tra i fondatori degli Utero Studios è uno specialista di poliritmie anche dal punto di vista teorico critico; dietro un altro moniker scrive infatti per realtà come Feedback Magazine e Carnage News. La sua attività si è svolta attraverso i canali di numerose netlabel internazionali, fino ad arrivare a Light Item, l’etichetta fondata da Rico di Uochi Toki e da Giacomo Tomassetti (The New Noise). Il suo nuovo album è uscito su bandcamp l’11 settembre e si intitola ID.

In occasione del festival ceco Blik Blik 2017 gli artisti multimediali slovacchi Boris Vitazek e Zuzana Sabova hanno realizzato un progetto di videomapping sul brano “Autunno afoso” tratto dall’album, pubblicato su youtube attraverso il canale ufficiale di Vitazek. Per l’occasione abbiamo fatto alcune domande a questo talentuoso visual artist, il cui lavoro svolto in coppia con l’amica Zuzana Sabova è rappresentato dall’incontro stimolante tra street art e live mapping.

ID, l’album di Wesqk Coast in streaming

Puoi raccontare ai nostri lettori il lavoro che hai svolto nell’ambito di Blik Blik 2017?

Il lavoro elaborato per BB2017 è parte di un progetto di mappatura visuale che ho realizzato per i visual festival urbani in SLovakia e nella Repubblica Ceca. Ho lavorato con la mia amica Zuzana Sabova, che è maggiormante focalizzata sulla pittura e sulla scultura. Insieme abbiamo lavorato sulle proiezioni con gli oggetti, oppure mentre lei si cimenta con la pittura murale così da renderla viva durante un pomeriggio con la tecnica del mapping. Il tema della proiezione e dei murales fatto per BB2017 era legato ad Argo, un cane che è stato salvato dal palazzo dove stavamo lavorando durante il grande alluvione che ha coinvolto la città di Pilsen. Ci piace lavorare con suggestioni locali, in questo modo siamo in grado di lasciare qualcosa che sia vicino alle persone e che possa appartenergli di più di un tema estraneo lasciato sulla parete, come accade spesso con i murali realizzati nella street art tradizionale

Puoi raccontarci qualcosa del tuo lavoro con il videomaking e il videomapping?

Cerco sempre di incorporare differenti aspetti nel mio lavoro, come la musica, la dimensione visuale, l’interazione con le persone così come la ricerca di temi che abbiano a che fare con l’esperienza. Non mi piace l’estetica pura come approccio al lavoro, mi piacciono i temi del mondo reale, oppure l’ispirazione che arriva da altri media, Mentre in musica cerco una dimensione più fruibile per il pubblico, per lasciare che il mio processo creativo venga vissuto a pieno, quando lavoro con i visuals per i musicisti uso dei gamepads wireless come dispositivi di controllo. Incorporo la mia interfaccia con i visuals in modo che tu mi possa trovare in mezzo alla folla, mentre ascolto con loro la musica e guardo lo stesso schermo di fruizione del pubblico, mentre sto performando.

Dopo lo sviluppo delle tecniche di videomapping è cambiato qualcosa, in termini di possibilità, per il Vjing e per gli artisti visuali?

Non molto, è solamente un medium, mi piace molto lavorare con i vecchi schermi 2D. La parte più difficile è far funzionare i temi e realizzare contenuti che siano qualcosa di più di un semplice sfarfallio per gli occhi.

Boris Vitazek in rete

 Zuzana Sabova in rete

Utero studios

Wesqk Coast, Elicotteraggio sulla town, il video di Stefano Frosini

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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