Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Disco d'esordio per la cantautrice monzese Nima Marie dopo un Ep pubblicato nel 2008; Wollen cap contiene melodie solari per un folk fresco e genuino 

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Disco d’esordio per Nima Marie, cantautrice monzese che dopo l’EP del 2008 Come Back, presenta al pubblico il primo LP. Sotto il nome di Wollen Cap, Nima Marie ordisce dieci canzoni dal sapore pop-folk, tracce dall’andamento lineare che lasciano intravedere l’inequivocabile solarità e freschezza della musicista. Accompagnata alla chitarra da Luca Falomi, curatore, inoltre, degli arrangiamenti del disco, Enrico Di Bella alla batteria e Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Nima Marie sembra dialogare con una tradizione di cantautrici femminili (Joni Mitchell, Cat Power per dirne alcune), sovrapponendo alle icone statunitensi l’espressività più squisitamente francese.

Risulta fin troppo facile immaginarsi la giovane cantautrice avvolta da un grosso cardigan tricot mentre abbraccia la chitarra e avvia il percorso sonoro di Wollen Cap, tuttavia non credo che questa immagine sia totalmente avulsa dalla realtà. Sia che il suo estro si esprima nella squillante You Know I Do, sia che si ritiri in una più intima A Brighter Dawning, Nima Marie risulta sempre misurata perfettamente integrata nel sottofondo sonoro di melodie e arrangiamenti; andamenti delicati che descrivono landscape provenzali fra chitarre sfiorate lievemente e charleston accarezzati. Un disco al profumo di lavanda, che compensa con la raffinatezza là dove pecca forse un po’ in originalità. Never so Bad, gioiello della tracklist, lascia intravedere le migliori potenzialità di Nima Marie sia a livello vocale che espressivo e mette in luce il carattere più agguerrito di Wollen Cap.

Nima Marie
Wollen Cap

Orange Home Records, 2013 | Pop-Folk | Songwriter
CREDITS:

You Know I Do | Blowin Too High | A Brighter Dawning | Forgive Me | Eyes Shut |Morning Moon |Country Road | Never so Bad | Woollen Cap | Down in My Veins

 

Giulia Bertuzzi

Giulia Bertuzzi

Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.