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Grande successo di pubblico ieri sera all'Anfiteatro del Vittoriale per il nuovo appuntamento di Tener-a-mente che ospitava i Franz Ferdinand. La band di Alex Kapranos ha coinvolto un pubblico desideroso di partecipare, sempre più vicino al palco durante lo svolgimento della setlist. Il report completo 

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È il turno dei Franz Ferdinand al Vittoriale degli Italiani che mercoledì 11 luglio hanno preso posto sul palco dell’Anfiteatro per l’ottima rassegna Tener-a-mente.

Ospiti internazionali a fianco di Ben Howard, Steve Hackett e molti altri, i Franz Ferdinand hanno dato luogo ad un’ora e mezza di concerto a grande ritmo. Da Glasgow alle sponde del Benaco, la formazione di Alex Kapranos, con l’aggiunta della nuova leva alla chitarra Dino Bardot al posto di Nick McCarthy, ha sintetizzato in una scaletta di 18 pezzi i passaggi salienti che hanno valso il loro successo. 14 anni di carriera e 6 album in studio sciorinati con generosità al pubblico.

Da The Dark Of The Matinée, Do you Want To, No You Girls, a Walk Away, pezzo dopo pezzo le hit dei Franz Ferdinand fanno la loro comparsa durante la serata. Kapranos, nonostante un avvio di concerto leggermente sotto tono, recupera in breve tempo lo smalto di sempre, saltando in lungo e in largo sul palco con il supporto di un comodo paio di Gazelle nere.

Di fronte a lui, un gremitissimo Anfiteatro si dimena sulle seggiole con palese insofferenza nei confronti della disposizione della platea e nonostante i tentativi dello staff del Tener-a-mente che a più riprese, probabilmente per ragioni di sicurezza, richiama gli ospiti a restare seduti, gli stand up all’incipit di ogni nuovo pezzo, diventano la normalità.

Ad annullare definitivamente ogni sforzo di contenimento da parte delle maschere, le parole di Alex Kapranos che al termine di Walk Away invita tutto il pubblico a restare alzato e, meglio ancora, a farsi più vicino, perché la serata è una festa ed è giusto divertirsi insieme.

Annullate tutte le distanze, il concerto prosegue ad un metro scarso dai microfoni. Ulysse, Love Illumination, Jacquelin si susseguono a ritmo serrato fino alla conclusione del concerto affidata all’infinita versione di This Fire e alla ripetizione del ritornello «I’m gonna burn this city» cantato all’unisono da tutto il pubblico.

 

Giulia Bertuzzi

Giulia Bertuzzi

Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.