giovedì, Settembre 16, 2021

Massive Attack dal vivo in Italia, quattro date ad Assago, Firenze, Roma, Napoli: tutti i dettagli

Corre l’anno 1991 quando i Massive Attack vengono costretti a sospendere temporaneamente la seconda parte del loro nome per evitare il bando dall’airplay nazionale durante il lancio del secondo singolo, la bellissima Unfinished Sympathy. Nell’aria, oltre alla musica, è proprio la prima guerra del golfo che “giustifica” l’operazione censoria.

Massive Attack – Unfinished Sympathy, il video ufficiale.

Venti di guerra che si avvicendano anche nella storia della band attraverso conflitti interni, direzioni opposte e contrarie intraprese lungo una stimolante e travagliata carriera che alla quantità ha sempre preferito la lentezza.

Il nuovo corso, introdotto da un’EP di sole quattro tracce e intitolato Ritual Spirit, successivo ad Heligoland, oltre a confermare la relazione tra immagine e suono con i bellissimi video di Take it there e Voodoo in My Blood e il più recente Ritual Spirit, conferma la centralità di Robert Del  Naja e Grant Marshall, ma in una forma decisamente espansa come capitava nel passato remoto della formazione. Nuovi talenti e collaborazioni contaminano quindi il progetto fornendo inedita linfa vitale, tra questi sopratutto i Young Fathers e Azekel, musicista emergente della East London, ai quali si uniscono vecchi compagni di viaggio, con il mai domito Tricky in prima linea e il rapper Roots Manuva. Dalla dimensione classica e di sintesi di un album come Heligoland a quella più genuinamente rituale del nuovo EP, elemento centrale nella musica dei Massive Attack, ma domato a funzione più accessoria negli episodi più recenti della loro carriera.

Massive Attack, Ritual Spirit ft. Azekel – video ufficiale

E se Tricky non partecipa agli show del combo, sarà comunque presente durante alcuni live in forma “spirituale” attraverso il coinvolgimento di Martina Topley Bird, trait d’union nella discografia di entrambi gli artisti che in alcuni show è stata sostituita da Deborah Miller.

Sullo sfondo del palco un’imponente struttura visuale fatta di immagini al LED ideata dallo stesso Del Naja insieme alla United Visuals Artists, il gruppo fondato nel 2003 da Matt Clark, Chris Bird e Ash Nehru e specializzato in lighting design. Si tratta di un sistema basato essenzialmente sulla mutazione del lettering mentre replica la proliferazione retinica di codici eterogenei, inclusa la comunicazione aereoportuale.

Nell’attacco visuale dei nuovi live c’è già un accumulo di senso che riguarda l’overload globale di informazioni dei nuovi media, attraverso una semplificazione dei segni, quasi per restituire quel senso di rabbia, confusione e angoscia che il pubblico si aspetta e al quale risponde con un coinvolgimento assoluto in termini emotivi. All’apice del concerto le immagini trattate di Selena Gomez si incrociano con l’immaginario mortifero dello Stato Islamico, a conferma di quello che dicevamo sulle intenzioni visuali dei Massive Attack.

Anche il dialogo tra vecchio e nuovo, tra la presenza vocale del giamaicano Horace Handy e quella recente di Azekel sulla title track del nuovo lavoro, partecipa di questa confusione percettiva. Mentre classici come Teardrop, Unfinished Sympathy e Safe From Harm vengono affidati alternativamente a Martina Topley Bird oppure a Deborah Miller, la parte centrale del live risente della collaborazione con gli Young Fathers, ai quali i Massive Attack lasciano spazio, condividendo due brani del loro repertorio originale,  Shame e Old Rock N Roll, entrambi tratti da  ‘White Men Are Black Men Too’, l’ultimo album pubblicato dalla band di Edimburgo che ha affascinato Robert Del  Naja e Grant Marshall.

Young Fathers – Old Rock N Roll, video ufficiale

In Italia i Massive Attack arrivano per quattro appuntamenti live a partire dal 23 di Luglio. La prima data è quella di Assago a cui segue l’atteso appuntamento fiorentino presso l’Ippodromo del Visarno il 24 luglio prossimo grazie a Nozze di Figaro, per concludere con le date di Roma e Napoli rispettivamente il 25 e il 26 di luglio.

Non possiamo tralasciare i numerosi riferimenti politici nella musica dei nostri, e ci piace citare la recente partecipazione al British Summer Time Festival in Hyde Park dove insieme a Patti Smith, la musica è diventata un inquietante commento sonoro alla recente Brexit. Mentre Robert “3D” Del Naja introduceva Eurochild, un pezzo del 1994 tratto da Protection e scritto proprio “durante la nascita dell’Unione Europea, non avremmo mai immaginato di doverla suonare in un live sotto forma di requiem – e ha aggiunto – non dobbiamo consentire ai razzisti e ai bigotti di farci tornare indietro in questa situazione”

Un sentimento che condividono con i vecchi amici di Bristol, i Portishead e il loro recente grido d’aiuto, intitolato SOS

Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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