mercoledì, Ottobre 27, 2021

Smoove – First Class

Metà del duo Smoove & Turrell, Jonathan Watson è un producer e DJ che da qualche anno porta in giro per l’Europa la sua concezione del dancefloor, in cui vanno a mescolarsi elementi soul, funk, jazz, hip hop e house a dare un mix assolutamente riuscito, di grande eleganza ma al tempo stesso in grado di trasmettere energia e good vibes.
Questo First Class raccoglie 12 dei suoi migliori remix, scelti tra una rosa di quaranta in modo da cercare di trasmettere le sensazioni di un suo tipico dj-set, assieme a un gran bel brano disco-funk, The Way It Goes, eseguito da lui stesso assieme al fidato Turrell e a Dilouya.
La qualità dei remix selezionati rimane alta per tutta l’ora dell’album, riuscendo di volta in volta a cambiare lo spettro sonoro di quel tanto da non annoiare chi è all’ascolto, stupendo a volte anche per la scelta dei brani remixati, a volte piccoli grandi classici soul-funk degli ultimi anni a volte frutto di scelte più particolari, e per il lavoro fatto su di essi.
Tra i pezzi che meritano maggiormente una segnalazione: Hard Swing Travellin’Man di Brenda Boykin, una della più preziosi voci femminili delle ultime decadi, fedele ai dettami soul ma con un pizzico di irresistibile aggressività funk in più; Witness dei New Mastersounds, portato da Smoove in territori jazz-dance ipnotici senza rinunciare al ruolo guida dei fiati; It’s My Funk di Charlie Funk, sua maestà Afrika Bambaataa e King Kamonzi, che diventa un torrido brano disco con avvolgenti bassi protagonisti, il pezzo più di pancia e adatto veramente a tutti tra quelli facenti parte della selezione; la cover di Can’t Get You Out Of My Head di The Third Degree, con percussioni dal sapore latino e bassi funky secchi e decisi a incorniciare i fiati jazzy; Waitin’ So Long di Nick Pride & The Pimptones, uno dei migliori brani soul di questi anni per chi scrive, che grazie a Smoove vede valorizzata la sua indole danzereccia, frenata dagli accenti jazz nella versione originale.
Ascoltate e ballate, dunque, non vi resta altro da fare. Non resterete delusi.

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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