venerdì, Ottobre 22, 2021

Luke Abbott – Object Is A Navigator (Notown, 2012)

Il nuovo EP del genietto del Norfolk arriva a due anni dall’esordio di Holkham Drones, che ne aveva portato all’attenzione lo stile peculiare fatto di micro invenzioni in lo-fi, di singulti post-post-IDM, di memorie kraut e ricicli out dance. Lasciata la Border Community, alla quale è legato da più di un affinità elettiva, Abbott passa alla Notown di Gold Panda, che non gli è meno vicino dei vecchi compagni dell’etichetta di James Holden (uno su tutti Nathan Fake) e che per lui aveva curato in precedenza un bel remix per il singolo Brazil.
Nuova casa e nuovo percorso, quindi, seppur il legame col recentissimo passato è ben lungi dall’essersi spezzato. Anzi, Object Navigator non fa altro che portare avanti, molto coerentemente, il discorso già iniziato in precedenza, levigando certe superfici e rendendone più ruvide altre; spingendo l’acceleratore sulla componente danzereccia nella titletrack (che sono gli Autechre di Incunabula in variante arcade-techno, rotti da un crescendo distorto di suoni di sintesi) e nell’apertura di A Short Distance (un 2step come potrebbe pensarlo Kieran Hebden ma con un break centrale a prova di woofer); richiamandosi ad un’elettronica domestica dai ricordi Autobahan, come nell’altalena di New Buildings e spiazzando del tutto con Overgrown e Silent Falls. La prima è un imprendibile dispari soft industrial, imploso in carillon digitali in riverbero e spento da maree noise; la seconda non è che, malinconica e siderale, ambient tastieristica à la Klaus Schulze, né più né meno. Su tutto il lavoro si stende un sentore pacifico, quasi bucolico; quell’idea d’elettronica organica che fu, ad esempio, dei Boards Of Canada o di nomi ormai dimenticati, per quanto recentissimi, come String Theory o Flotel (per tanti versi dei veri e propri precedenti di questa nuova scuola). Come se, alla fine, Luke Abbott, non facesse altro, con il suo navigatore, che musicare viaggi ideali per le verdi e piovose radure della sua terra. Ci piace.

Alessio Bosco
Alessio Bosco - Suona, studia storia dell'arte, scrive di musica e cinema.

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