giovedì, Ottobre 22, 2020

Einstürzende Neubauten – Strategies Against Architecture IV (Mute, 2010)

Invecchiare con dignità non è cosa da poco. Le formazioni musicali capaci di portare avanti una carriera decennale senza ripetersi sono più uniche che rare. Da questo punto di vista, gli Einstürzende Neubauten si sono sempre dimostrati due o tre passi avanti a tutti gli altri. I berlinesi tornano oggi con un ulteriore tassello del mosaico Strategies Against Architecture, compilation che la Mute licenzia a scadenza regolare per riassumerne le evoluzioni stilistiche. Questo quarto capitolo vede la luce proprio mentre gli artisti tedeschi celebrano in tour trent’anni di attività, e si rivela – come di consueto – ricco di intuizioni memorabili. Concentrandosi sulla produzione che va dal 2002 al 2010, la raccolta illustra una fase notoriamente significativa nella storia di Blixa Bargeld e compagni. Rimasti orfani di Mark Chung (basso) e F.M. Einheit (percussioni) fin dalla metà degli anni ’90, i nostri si erano visti costretti a rivoluzionare l’organico: mentre Alexander Hacke passava al basso, venivano reclutati il batterista Rudolf Moser e il chitarrista Joachen Arbeit, entrambi provenienti dai Die Haut. Il rimpasto avrebbe siglato l’abbandono definitivo di quello stile orgiastico e catastrofico che, nel corso degli anni ’80, aveva caratterizzato le performance della band. Con Ende Neu (1996) e il doppio Silence is Sexy (2000) i Neubauten riscoprivano la forma canzone, seppur affrontata da una prospettiva estremamente personale e mai scontata. Nel corso del decennio appena trascorso, i cinque avrebbero ulteriormente perfezionato le proprie capacità di scrittura, con capolavori come Perpetuum Mobile (2004) e Alles Wieder Offen (2007). Sondando le potenzialità del silenzio, sviscerando le componenti più eteree e volatili del rumore, i nostri si sarebbero mossi attraverso un territorio inesplorato. Forti di un approccio ricalibrato a partire da premesse inedite, i berlinesi avrebbero assemblato brani misteriosi, ricchi di fascino e stile. Il fruscio dell’aria, occasionali note di pianoforte, chitarre ambientali, tubi di plastica opportunamente “accordati”, flebili pulsazioni elettroniche, diventano le sorgenti sonore a cui attingere in questa seconda fase. Il drumming di Moser – angolare e misuratissimo – si rivela perfettamente complementare al basso sinuoso di Hacke, strumento portante del nuovo corso insieme alla funambolica voce di Bargeld . Esempio di come sia possibile coniugare estro sperimentale e forma canzone ce lo fornisce l’industrial-pop di Perpetuum Mobile (qui in versione singolo), basato su un break ritmico che prende l’ascoltatore in contropiede. Sui binari di un rock geometrico e minimale si muovono anche Let’s Do it a Dada!, Dead Friends (Around the Corner) e Selbstportrait Mit Kater, con quest’ultima sugli scudi a rappresentanza dei Neubauten mark II. Party In Meck-Pomm soddisfa i nostalgici con un’esplosione d’energia degna di Haus der Lüge, mentre la versione live di Floorpiece/Grundstück si pone a ideale crocevia fra passato e futuro: inizia con una sinfonia di percussioni metalliche per poi evolversi in una morbida ballata. Altrove è la componente ambient a prendere il sopravvento: le stanze dub di Susej, l’etereo piano elettrico di Ein Leichtes Leises Säuseln, i vorticosi sintetizzatori di Tagelang Weiss, tradiscono un approccio insolitamente “morbido” ed evidenziano un abbandono strumentale che cede volentieri alla deriva psichedelica. Da questo punto di vista, la lunghissima versione dal vivo di Unvollständigkeit – rituale lisergico e bilingue che passa The End dei Doors attraverso il setaccio del krautrock – si erge a monumento definitivo. Il 2002 è anche l’anno a partire dal quale la band intraprende un lento processo di allontanamento dalla storica etichetta Mute. Decisi a finanziare le proprie pubblicazioni tramite il supporto diretto dei fan, i Neubauten avrebbero instaurato un rapporto sempre più stretto con i sostenitori attraverso il portale neubauten.org. Questo pionieristico esperimento di autonomia organizzativa avrebbe fruttato la serie di prodotti esclusivi Supporters album e Musterhaus, una dichiarata valvola di sfogo per gli impulsi più selvaggiamente sperimentali del gruppo. Da queste due fonti, in effetti, proviene il materiale più ostico raccolto nella compilation. La suite in quattro parti Musterhaus-Ausstellung, l’impeto percussivo di GS1 & GS2 e Magyar Energia, il gamelan industriale di Jeder Satz Mit Ihr Hallt Nach, la pura cacofonia di Waiting for the Call, sono il riflesso distorto del processo di “normalizzazione” che i Berlinesi stavano affrontando nello stesso periodo attraverso gli album ufficiali. “Life on other planets it’s difficult”, e i Neubauten si dimostrano ancora una volta la colonna sonora ideale per questo duro processo di adattamento. Ora e sempre, seminali.

 

Federico Fragasso
Federico Fragasso
Federico Fragasso è giornalista free-lance, non-musicista, ascoltatore, spettatore, stratega obliquo, esegeta del rumore bianco

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

i più visti

VIDEOCLIP

Rory Culkin si impicca in ‘I Am What I Am’ degli Spiritualized

Nuovo, bellissimo video diretto da Ag-Rojas per gli Spiritualized

Tess Parks & Anton Newcombe – Voyage de l’âme, il video

Tess Parks & Anton Newcombe - Voyage de l'âme, il video

Hermetic Delight – Murderbeat: il videoclip in anteprima

Indie-eye presenta in anteprima esclusiva il videoclip di Murderbeat del quintetto francese Hermetic Delight. Il video è un'oscura incursione nella vita di una coppia, resa più minacciosa dalla musica degli Hermetic Delight, tra noise e post punk.

Sofarnopolis – Il debutto di Matias Aguayo & The Desdemonas: il video di Cold Fever

Matias Aguayo si unisce ai The Desdemonas e con Sofarnopolis trova un'identità più dark e kraut, rimanendo ancorato al dub e alla club music. A promuovere il disco un bel video di animazione scritto dallo stesso Aguayo e realizzato insieme alla motion grapher Céline Keller

Filiamotsa – Madsummer Midness: il video di Ishrann Silgidjian in esclusiva su indie-eye

Filiamotsa, notevole duo francese artefice di un post rock tesissimo ed emozionale e attivi da diversi anni hanno pubblicato il loro ultimo "Like it is" collaborando con il leggendario GW Sok, primo cantante dei The Ex e che per i francesi canta tutti i brani dell'album. Di questi sette brani, in collaborazione con il talentuoso regista francese Ishrann Silgidjian, i Filiamotsa presenteranno un video ogni settimana in esclusiva su indie-eye. Il secondo della serie si chiama "Madsummer Midness" ed è una visionaria contemplazione della natura attraverso il viaggio di un "uomo-specchio"

INDIE-EYE SU YOUTUBE

TOP NEWS

IRuna – Fuori Tempo, il videoclip di Maurizio Montesi

Fuori Tempo, la contagiosa danza di IRuna per le strade di Roma nel bel video di Maurizio Montesi.

The Fall – Imperial Wax Solvent – il doppio vinile limitato esce ad ottobre

Imperial Wax Solvent è lo splendido album dei The Fall pubblicato nel 2008. Cherry Red lo ripubblica in doppio vinile, includendo la versione scartata dal mix conclusivo. Imperdibile

Iggy And The Stooges – “You think you’re bad, Man?” – Cinque live inediti. Il box da collezione

"You think you're bad, Man?" è il nuovo box da collezione con 5 cd che include cinque live inediti di Iggy and The Stooges del periodo "Raw Power"

Dj Gengis, Un’altra Brasca: il videoclip d’animazione di Racoon Studio

Racoon Studio realizza il nuovo video d'animazione per Dj Gengis

Bon Iver – AUATC, il videoclip di Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson

Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson, premiatissimi art director per Bon Iver, realizzano il nuovo video per AUATC a fini benefici.

ECONTENT AWARD 2015