sabato, Agosto 15, 2020
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Krzysztof Penderecki; l’incontro: La fantasia del rispetto delle regole

Il 26 e il 27 Novembre 2’13 Krzysztof Penderecki era a Firenze per una due giorni tra prove aperte ed evento tout court; il maestro di Dębica la cui musica ha attraversato il cinema di Kubrick, Friedkin (solo per citarne alcuni) e influenzato direttamente l’esperienza di musicisti come Jonny Greenwood e Aphex Twin, durante l’incontro con la stampa del 26 Novembre scorso si è intrattenuto anche con Francesco D’Elia, rispondendo ad alcune sue interessanti domande; ecco il resoconto, la recensione del concerto e un video realizzato da Indie-eye.it con alcuni footage delle prove aperte e della conferenza stampa aperta al pubblico (N.d.r.)

Il nome di Krzysztof Penderecki, sino a qualche tempo fa, poteva forse dire poco o nulla all’orecchio del cd. “fruitore medio” di musica; almeno sino a quando non è apparsa la notizia che Jonny Greenwood, chitarrista ma – verrebbe da dire – reale mente occulta dei Radiohead, avrebbe riletto una delle più celebri composizioni del maestro polacco, Polymorphia, traendone le 48 Responses to Polymorphia. Tanto clamore, che anche Aphex Twin, in un connubio ancora più estremo, si è poi cimentato con remix  della stessa opera.
Non a caso, Greenwood ha sempre indicato Penderecki fra le proprie maggiori fonti di ispirazione non tanto compositiva quanto “timbrica” o di arrangiamento (ricorderete gli archi spettrali di How to Disappear Completely o di Pyramid Song).
Dall’incontro fra maestro e allievo è scaturita dunque una collaborazione, sfociata da ultimo in un concerto memorabile all’aeroporto militare di Danzica (50 mila spettatori, non è che i Radiohead ne abbian fatti molti di più, almeno da noi) e in un relativo disco.
Se poi tutti questi nomi dovessero ancora risultare vaghi ad un altro settore di pubblico, sia sufficiente riportare alla mente l’indemoniata Linda Blair in lotta con l’esorcista Max von Sydow o un (altrettanto) invasato Jack Nicholson a caccia del figlioletto Danny Lloyd in un labirinto innevato. I turbinii di note che pervadono (accompagnano è troppo poco) quelle immagini appartengono proprio al Maestro di Dezica, che prestò, rispettivamente a William Friedkin e Stanley Kubrick, la Trenodia per le vittime di Hiroshima e altri suoi lavori orchestrali.
Risulta quindi da una semplice “compilazione” l’enorme importanza storica ed artistica che le composizioni di Penderecki hanno raggiunto non solo sotto il profilo dell’espressione musicale del secolo scorso ma addirittura, diremmo, nell’immaginario acustico collettivo, di rilevanza tale da assumere dimensioni autenticamente transgenerazionali. L’odierno 50enne avrà ben visto Shining da ragazzo, alla stessa età alla quale i suoi “simili” avranno ascoltato Kid A ai nostri giorni o alla quale lo studente di Conservatorio avrà studiato i lavori d’avanguardia del compositore polacco all’inizio degli anni ‘60.
Tutto ciò ha per certo fatto da cornice al conferimento al Maestro del premio per la musica Nuovi Eventi Musicali, coronato dal concerto del 27 novembre 2012 e preceduto da una conferenza stampa, nel corso della quale noi di Indie-Eye Network abbiamo avuto il privilegio di rivolgere a Penderecki qualche breve domanda.
Lui, 79 anni e una disponibilità e gentilezza (ed ironia) infinite, ci ha risposto come segue.

Francesco D'Elia
Francesco D'Elia
Francesco D'Elia nasce a Firenze nel 1982. Cresce a pane e violino, si lancia negli studi compositivi e scopre che esiste anche altra musica. Difficile separarsene, tant'è che si mette a suonare pure lui.

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