Airportman – Letters (Lizard Records – 2008)

Altre cover story

Ma le anime che ci accolgono sono fragili, cristallo al sole, a riflettere la musica più autentica, a volte penso al mio egoismo e cerco di uscire, per un attimo, da questa stanza, e per un attimo amo davvero e ritrovo quel senso di appartenenza a lungo ricercato, ritrovo la strada.(Airportman, Letters)

Letters, uscito a fine 2008, è l’ultima raccolta di suggestioni immaginali dei cuneesi Airportman; rigorosi nella loro ricerca, dopo lo splendido Rainy Days recensito da questa parte su IE si spingono oltre azzerando la timbrica ventricolare e sotterranea che nel precedente lavoro si dibatteva tra bosse residuali e un oscuro incedere funereo. Letters è il lento aderire di un racconto intimo alle scorie di un folk deprivato dalle sue radici. Il country astrale di Apollo Soundtracks è un genoma che non è facile dimenticare quando l’erosione di un suono familiare punta verso l’essenza rivelandone il segno opposto, un’inquietante irriconoscibilità. Nove tracce senza titolo, drones strappati al ricordo, alla natura e al viaggio, alludono in misura sempre più forte alla zona delle immagini e a quella della memoria. Bozzetti di semplicità campestre si sbarazzano della voce affidando ai suoni, ai riverberi naturali, alle interferenze e all’innesto di un’impercettibile sinfonia industriale, il contrasto tra luce e ombra.

Airportman su myspace

Michele Faggi
Michele Faggihttps://www.indie-eye.it/recensore
Michele Faggi è il fondatore di Indie-eye. Videomaker e Giornalista regolarmente iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, è anche un critico cinematografico. Esperto di Storia del Videoclip, si è occupato e si occupa di Podcast sin dagli albori del formato. Scrive anche di musica e colonne sonore. Si è occupato per 20 anni di formazione. Ha pubblicato volumi su cinema e nuovi media.

Ultimi articoli in evidenza

LongLake Festival 2026: il Buskers come geografia mobile delle culture urbane

Nella settimana conclusiva del LongLake Festival, Lugano affida gran parte della propria identità temporanea al linguaggio storicamente più nomade delle arti performative: quello del busking. Dal 22 al 26 luglio il centro cittadino ospita quaranta artisti provenienti da quattordici paesi, in una configurazione che si avvicina più a una mappa di circolazione culturale che a un cartellone tradizionale.

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

Articoli Simili