domenica, Marzo 7, 2021

Alessandro Monti – Unfolk + Live Book

Il lavoro del veneziano Alessandro Monti è annoverabile tra i tesori meglio nascosti della musica italiana. E non si tratta certo di un musicista alle prime armi: ha prodotto Master Cylinder, importante esordio degli statunitensi Caveman Shoestore, mentre, con Gigi Masin, ha inciso, ormai più di vent’anni fa, The Wind Collector. Dopo aver vissuto qualche anno negli USA, Monti decise di dare inizio a una carriera solista, il cui primo frutto fu il bellissimo Unfolk, qui proposto in edizione rimasterizzata in doppio Cd. L’opera originale, pubblicata nel 2007, presentava tremori psichedelici votati all’autoanalisi e privi di catarsi, dalle parti di certe sperimentazioni lo-fi anni ‘90, rivolti però verso orizzonti lontani, con le orecchie ad auscultare l’oriente in un resoconto inventivo sul modello di Jon Hassel, Third Ear Band, Popol Vuh. Gli episodi più classicamente etnici e ritmicamente sostenuti, come Il Sogno di Devi e Regioni di Pietra, Viaggiatori Perduti, Da Una Stagione Lontana si accostavano alla visionaria ed elettrica Aerofolk, alla quiete di Raga del Fiume Elettrico e Stereostudio n. 1. Dopo Fricke Out (original mix), omaggio a Florian Fricke, e Fine dell’Infanzia/Oscura Profezia, troviamo qui una manciata di bonus tracks estratte dal materiale di Unfolk2, progetto in seguito abbandonato: le più interessanti di questo lotto sono Secular kosmisch folk e Sonata variabilis. Il secondo Cd, cointestato a Monti e a Kevin Hewick, si apre con la pastosa Opening: Souls In Factories, piglio sacrale da colonna sonora e stalattiti in agguato; questa e la conclusiva sfuriata, che sfuma nella rarefazione metafisica, di Closing: dal libro – originariamente incisa su The Venetian Book Of The Dead, secondo album solista di Monti – sono le uniche tracce registrate in studio. Il resto di questa seconda sezione è stato catturato in due diverse esibizioni dal vivo, a Mestre e a Leicester. La tromba di Black Tar Lagoon – proposta anche in una scarna e ridotta versione strumentale – suona un requiem per chi è giunto nei Campi Elisi, tra centrifughe elettriche e voce da un altrove. Someone Is Always Screwing Someone, a sua volta, parte in perlustrazione di strade notturne aumentando le pulsazioni e la logorrea chitarristica di matrice post-punk. Se The Cover Up inizia come un gruppo post-rock dedito alla musica medievale, assume poi un taglio quasi hard rock (proprio anche di Forgive). Ma non finisce qui. In mezzo allo squagliamento di musiche (im)possibili, infatti, si stagliano momenti improntati alla forma canzone: le tinte fosche di A Limited Edition Of One, Bedroom Discotheque, Early Grave, The Radioactive Man, intelligentemente sfregiate, queste ultime tre, dal violoncello elettrico di Dave Dhonau. Alessandro Monti, coadiuvato da validissimi strumentisti, riesce a spaziare, senza perdersi e mettendo a fuoco i dettagli. Una bella edizione ampliata di un gran disco.

[box title=”Alessandro Monti – Unfolk + Live Book (Diplodisc – Riedizione 2013)” color=”#5C0820″]

Jacopo Golisano
Jacopo Golisano, classe 1986. Studia Filosofia e consegue la laurea triennale con una tesi su Alexis de Tocqueville. Diventa pubblicista. Appassionato di cinema, musica, letteratura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli.

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