sabato, Ottobre 1, 2022

Doug Jerebine – Is Jesse Harper (Drag City – 2012)

Sia lode alla Drag City, che ci permette di riscoprire un gioiello sepolto la bellezza di 43 anni fa. Il neozelandese Doug Jerebine era un giovane di belle speranze, grande tecnica chitarristica e folta capigliatura quando incise, a Londra, Is Jesse Harper nel 1969. Questa splendida registrazione – eseguita su sollecitazione dell’amico Dave Hartstone, che fornì al chitarrista anche lo pseudonimo Jesse Harper – ebbe però un’esistenza travagliata. Dopo il lavoro in studio, infatti, Jerebine, disilluso nei confronti del music business e per niente desideroso di diventare una rock star, preferì dedicarsi all’approfondimento della musica e della cultura indiane: nel 1973 lasciò Londra alla volta dell’India, dove divenne un monaco Krishna e trascorse larga parte dei successivi trent’anni. Il disco fu così condannato a una diffusione semi-clandestina. Un destino assolutamente immeritato!

Si parte subito in quarta con Midnight Sun, sfuriata satura di benigna elettricità, carica di tutti gli umori dell’epoca: una visionaria fisicità che è una goduria pazzesca. Fall Down e Ashes and Matches sono rock-blues psichedelici addolciti da azzeccati cori estatici, ma sempre pronti a mordere. Good News Blues è più convenzionale, mentre Thawed Ice è l’episodio più “leggero” del disco. Le sventagliate elettriche di Ain’t So Hard To Do e Reddened Eyes sono tuttora in grado di resuscitare i morti, quantomeno quelli che hanno orecchie attente: Jerebine sfoga qui la propria perizia strumentale e predilezione per le distorsioni. Nelle pieghe di Hole in My Hand, Circles e Idea (Keep Cool) si percepisce, con sfumature diverse, l’India tanto amata.

L’influenza maggiore è chiaramente lui: l’irraggiungibile Hendrix. Ma il lavoro di Jerebine è tutt’altro che derivativo. Al contrario, Is Jesse Harper, con il suo originale connubio di blues, Jazz e raga indiani è un’importante testimonianza di quella civiltà sonora al confine tra occidente e oriente, fra la fisica inquietudine del blues e la spiritualità liberatrice di un mondo nel quale, a quei tempi, si poteva ancora fuggire. Ah, sembra che il Nostro – tornato in pista nel 2009, da quando cioè ha ripreso a esibirsi dal vivo nella natia Nuova Zelanda – si sia chiuso in uno studio di registrazione con il figlio di un amico dei vecchi tempi. Cosa ne verrà fuori? Fossi in voi, lo terrei d’occhio.

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 Is Jesse Harper su Drag City

Tracklist

Midnight Sun | Hole in My Hand | Fall Down | Ashes and Matches | Thawed Ice | Ain’t So Hard To Do | Good News Blues | Reddened Eyes | Circles | Idea (Keep Cool) [/box]

Jacopo Golisano
Jacopo Golisano
Jacopo Golisano, classe 1986. Studia Filosofia e consegue la laurea triennale con una tesi su Alexis de Tocqueville. Diventa pubblicista. Appassionato di cinema, musica, letteratura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli.

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