giovedì, Luglio 18, 2024

Lost in the trees – All alone in a empty house (Anti, 2010)

Ari Picker è un genio. E lo è nella misura in cui si consideri “genio” chiunque riesca ad emozionare in modo così duale, empaticamente, permettendoci di entrare nel suo mondo e vedere attraverso i suoi occhi ciò che ci circonda mentre dosa ogni particolare così sapientemente da far accapponare la pelle. All Alone in a empty house, in ristampa per Anti dopo una prima pubblicazione su Trekky Records, è l’album dei suoi Lost in the trees, un collettivo orchestrale (per usare le parole dello stesso Picker) costruito attorno ad un nucleo compositivo di matrice classica e sviluppato attraverso una rilettura straordinaria del folk-pop moderno. Accordi forgiati con quell’attitudine d’eccellenza che fa capo a Elliott Smith e la destrezza compositiva del migliore Sufjan Stevens. Cerebrale, intenso, colto, raffinato. Un album che materializza ciò che c’è di buono nell’aria trasformando un apatico pomeriggio afoso in un pezzo di vita con spessore maledettamente significativo. “…I got love song, I got songs that make you cry, I got all the things a man can need, I got to see life with two eyes…” canta Picker in Love on my side e tutta sembra, così, essere più chiaro. La dolcezza eterea delle riuscitissime suite Mvt Sketch part I e II (coraggiosissime in un progetto folk-pop) e dei continui accenti sinfonici delle stesse ballate non fanno altro che addomesticare l’animo dell’ascoltatore e bendisporlo come fosse davvero solo in una stanza vuota mentre ripercorre i momenti della sua esistenza ora con slancio, ora con quel pizzico di mestizia che è nelle cose della vita, ancora con furore, impeto, rabbia. Sia che magnifichi lo splendore di un certo softcore abbastanza illustre (For Leach And Cloe, We burn the leaves, Love on my side, All alone in an empty house) sia che si lasci cantare a squarciagola come fosse un inno nazionale (Walk around the lake, Fire Place, A room where your painting hang) questo disco rappresenta il perfetto sonoro per gli splendidi fotogrammi del party a cui invitare Acorn, Jony Mitchell, i Mountain Goats e la frisona Lulubelle III (direttamente dalla brughiera inglese). Più dischi come questo!

Lost in the trees su myspace

Francesco Cipriano
Francesco Ciprianohttp://admin
Francesco Cipriano classe 1975, suona da molto tempo e scrive di musica.

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