sabato, Ottobre 1, 2022

Mairi Morrison & Alasdair Roberts – Urstan (Drag City Records, 2012)

Alasdair Roberts è un musicista e compositore scozzese, di Glasgow per esattezza. Dal 2001 ad oggi ha pubblicato 6 album da solista e collaborato con una miriade di artisti tra i quali si può citare Isobel Campbell (di Glasgow anche lei, nonché voce dei Belle & Sebastien e co-titolare di un progetto assieme a Mark Lanegan), si è esibito in lungo e in largo per tutto il mondo anglofono condividendo il palco con artisti del calibro di Joanna Newsom. La musica da lui prodotta è un folk di matrice scozzese con forti venature pop. Mairi Morrison, nata nella suggestiva Isle of Lewis e di madrelingua gaelica, è una cantante, attrice e studiosa di poesia. I due si sono incontrati in occasione di un esibizione a Londra il 31 ottobre del 2009, accompagnati dal polistrumentista Alastair Caplin. Il terzetto si è sedimentato e successivamente allargato attorno al Centro di arte contemporanea di Glasgow (gaelica) chiamato Ceol’s Craic. Il collettivo, partendo da un nucleo base di cinque persone (il trio sopra citato a cui si sono aggiunti il bassista Stevie Jones e il batterista Alex Neilson), può arrivare a contare fino a 12 persone che collaborano più o meno stabilmente alla realizzazione del progetto. Urstan, titolo del primo lavoro nato dal sodalizio tra i due artisti, significa battesimo, ovvero il rito attraverso cui si viene iniziati ad una nuova cultura, in questo caso quella gaelica. Melodie tradizionali gaeliche e canzoni popolari scozzesi vengono contaminate da jazz, blues e pop arrivando a produrre una musica che negli intenti sembra essere molto vicina alla bossa-nova (pur non conservando assolutamente il fascino di quest’ultima) e che potremmo scherzosamente definire new-gaelic-wave. ‘Mile Marbhphaisg air a’ Gahaol’ è una lamentela amorosa dal ritmo saltellante, ‘The Laird o’ Drum’ è un ottimo arrangiamento di una versione delle tante di una classica ballata del Nord Est (scritta nel 1962), ‘Larach do Thacaidean’ è sincopata interpretazione blues-folk (con tanto di armonica a bocca) di un canone popolare gaelico, mentre ‘E Ho Legein’ è una soffice e nebbiosa ballata, solo voce e pianoforte, sulle corde di Sinead O’Connor. E così discorrendo tutto il resto dell’album. Che tanto piacere darà agli appassionati musicologi ma che alla lunga rischia di annoiare un ascoltatore poco interessato a revisionismi celti.

Emanuele Lanosa
Emanuele Lanosa
Emanuele (detto Lello), 25 anni, ha terminato nel 2009 gli studi universitari, concludendo la sua carriera accademica con una laurea alla Statale di Milano in filosofia teoretica su Charles Taylor. Coltiva interessi quali basket, cinema, letteratura e ovviamente musica.

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