domenica, Settembre 27, 2020

Walking the Cow – Monsters Are Easy to Draw (White Birch Records, 2012)

Se è naturale portare a spasso le mucche, lo è altrettanto disegnare mostri, specie se i mostri sono i grandi o, semplicemente, gli esseri umani. Sin dall’affascinante copertina disegnata dal chitarrista e bassista Paolo Moretti, questo quintetto fiorentino, al debutto sulla lunga durata dopo l’EP di ormai un lustro fa a titolo Gengis Kahn vs Sarah Cat (e un velocissimo passaggio di un demo promo di qualche mese fa), manifesta i propri canoni poetici ed estetici improntati ad un lieve surrealismo naif, che coerentemente viene infuso negli undici brani che compongono il disco.

Forti di una rinnovata formazione che vede l’ingresso dell’italo-californiana Michelle Davis alla voce, la band, in totale autogestione artistica e col supporto della neonata label White Birch Records, unisce ad una spiccata connotazione neo-folk spruzzate di elettronica minimale, dimostrando uno stile compatto e decisamente personale. In effetti, il prendere come modello, sin dal nome della band, un eclettico puro e dall’esistenza assai contrastata come Daniel Johnston non può non far riflettere.

Una vicenda come la sua ha davvero più di un punto di contatto con storie personali di membri del gruppo e ciò, crediamo non casualmente, ne ha influenzato fortemente la poetica. Tanto per fare un esempio, Moretti, come Johnston, è apprezzato disegnatore e anche le canzoni della band, in un certo modo, “disegnano” quadri di innocenza infantile squarciati da una sovente dolorosa malinconia, così come la vita dell’artista di Sacramento (guarda caso, la stessa città d’origine della Davis) venne funestata da drammi d’ogni sorta, dalla delusione d’amore che lo portò ad esordire con il capolavoro Songs Of Pain all’abuso di droghe. E i segni di tali sventure possono davvero leggersi sul suo volto eternamente fanciullesco, così come i brani dei Walking the Cow assomigliano realmente a un sorriso solcato da un velo malinconico che nasconde (forse) ferite ben più profonde.

L’andamento rilassato delle tre ballate iniziali si sviluppa nella delicata Summer Dress, in cui una madre aiuta la propria bimba a scegliere il vestitino con cui uscire, una Ducks and Drakes tutta tastiere giocattolo che evoca significativamente il caracollare di paperi e anatre e la lievemente dissonante River P..

A dare un deciso cambio di colore provvedono gli intrecci di corde (molto interessanti, al proposito, gli utilizzi di banjo e bouzouki) di Rorschach Hands (dal prorompente ritornello) e le scale semicromatiche di Movin’ Things, due episodi di dolce rassegnazione e di livello davvero notevole. La voce di Moretti, rauca e acre, interviene solo nella successiva title track, dagli isolati droni e rumori di fondo, punteggiati dal piano elettrico di radioheadiana memoria (ma con risultato assai meno convenzionale).

Convincono meno la simpaticamente blasfema vicenda di un Gesù intento a scegliere film porno, con una sconnessa base elettronica a spezzare gli arpeggi iniziali, e l’ondeggiante melodia di Barry, mentre la batteria di Nightknocking viene sostituita nientemeno che da una macchina da scrivere (!).

Odor di Pavement (ma con un originale piano Rhodes invece della chitarra), infine, si avverte in Grandchildren Are Weird, mentre la chiusura finale di Sweetheart procede per richiami kraut che vanno a disperdersi in riverbero e voci codificate.

Se questo è a tutti gli effetti un esordio, non ci si lasci ingannare, poiché i musicisti militano da anni in altre formazioni (una per tutte, Pentolino’s Orchestra), uno di loro è affermato critico musicale e tutti conoscono a menadito la scena indipendente americana di vent’anni fa e non solo. Tanto basterebbe, poiché di idee musicali ve ne sono a profusione, i suoni sono quelli giusti e assai curati, il mood a metà fra lo stralunato e il malinconico funziona e i brani sono scritti in modo da riuscire ad affrancarsi dalle influenze dichiarate dalla band stessa (assai ricercate, quali Califone, Microphones, Broadcast, Daniel Johnston, Stelvio Cipriani, Os Mutantes, Faust e mille altre).

Senonché a volte resta l’impressione di un gruppo che suona con troppo cervello e con poco cuore, sottraendo alle canzoni una certa dose di istintività e di picchi dinamici (troppo poco sfruttato, ad esempio, è l’incastro fra due voci così agli antipodi).

Disco bello, comunque, forse meno facile di quel che sembra a primo ascolto, ma, a suo modo, anche questa è “musica per bambini”.

[box title=”Walking the Cow – Monsters Are Easy to Draw” color=”#D46D00″]

Walking the cow su myspace

Walking the cow, sito ufficiale

Michelle Davis: Vocals
Paolo Moretti
: Electric Bass, Electric Guitar, Bouzuki, Vocals
Simone Bardazzi
: Electric & Acoustic guitars, Electric Mandolin, Ukulele, Bouzuki, Keyboards, vocals
Nico Colacillo: electric Piano, analog Keyboards, Organs, Omnichord, Harmonium, Didgeridoo
Martino Lega: Drums, Loop programming, Piano

Recorded and Mixed at Webb Road Studios (Florence, Italy) between 2010 and 2011 by Walking the Cow
Mastered at No Gravity Studio (Florence, Italy) by Gabriele Caldini

All songs written, arranged and produced by Walking the Cow
the songs from an idea: Simone Bardazzi 1,4,7; Nico Colacillo 2,3,5,6,8,9,10; Paolo Moretti 11
All lyrics written by Michelle Davis except 6,11 by Paolo Moretti

Cover illustration by Paolo Moretti
Graphics by Laura Ottina

Tracklist
Summer Dress | Ducks & Drakes | River P. | Rorschach Hands | Movin’ Things | Monsters Are Easy To Draw | Jesus (Buy Some Porn) | Barry | Nightknocking | Grandchildren Are Weird | Sweetheart [/box]

Francesco D'Elia
Francesco D'Elia
Francesco D'Elia nasce a Firenze nel 1982. Cresce a pane e violino, si lancia negli studi compositivi e scopre che esiste anche altra musica. Difficile separarsene, tant'è che si mette a suonare pure lui.

ARTICOLI SIMILI

INDIE-EYE SHOWREEL

i più visti

VIDEOCLIP

La madonna di Mezzastrada – Triliardi, il video di Margherita Malerba

Il video di Margherita Malerba per "La madonna di mezzastrada" è un bell'esempio di found footage che parte dagli ephemeral movie di pubblico dominio. La clip di Triliardi

Radiohead – Daydreaming: il video di Paul Thomas Anderson

Thom Yorke come Bernardo Soares in Daydreaming, il nuovo video dei Radiohead diretto da Paul Thomas Anderson. Inquietudine ad occhi aperti

Umaan – Una sola veste: lo straordinario video di Michele Bernardi

Michele Bernardi è uno degli animatori migliori tra quelli che abbiamo in Italia. Uno dei suoi ultimi lavori è il videoclip per Umaan, "Una sola veste", straordinario viaggio nell'arte nordafricana e mediorientale.

Madonna e il video di God Control: Jonas Åkerlund spazza via la nostalgia con il sangue

Incredibile operazione anti nostalgica quella di Madonna e Jonas Åkerlund per il video di "God Control". La fine di un'epoca, siamo già morti. Svegliatevi.

Hazey Tapez, Ashtray- il video

Ashtray è il video che promuove il primo Ep dei fiorentini Hazey Tapes e si propone di arrivare anche alle persone affette da sordità

INDIE-EYE SU YOUTUBE

TOP NEWS

IRuna – Fuori Tempo, il videoclip di Maurizio Montesi

Fuori Tempo, la contagiosa danza di IRuna per le strade di Roma nel bel video di Maurizio Montesi.

The Fall – Imperial Wax Solvent – il doppio vinile limitato esce ad ottobre

Imperial Wax Solvent è lo splendido album dei The Fall pubblicato nel 2008. Cherry Red lo ripubblica in doppio vinile, includendo la versione scartata dal mix conclusivo. Imperdibile

Iggy And The Stooges – “You think you’re bad, Man?” – Cinque live inediti. Il box da collezione

"You think you're bad, Man?" è il nuovo box da collezione con 5 cd che include cinque live inediti di Iggy and The Stooges del periodo "Raw Power"

Dj Gengis, Un’altra Brasca: il videoclip d’animazione di Racoon Studio

Racoon Studio realizza il nuovo video d'animazione per Dj Gengis

Bon Iver – AUATC, il videoclip di Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson

Aaron Anderson & Eric Timothy Carlson, premiatissimi art director per Bon Iver, realizzano il nuovo video per AUATC a fini benefici.

ECONTENT AWARD 2015