Architecture in Helsinki – Moment Bends (V2, 2011)

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Architecture in Helsinki è uno strano progetto, questo era chiaro fin dal principio ma è davvero interessante notare come il pop modernista degli australiani si sia commercializzato senza diventare più appetibile. Tutt’altro. è strano pensare all’impatto degli Architecture in Helsinki sull’ascoltatore medio italiano, si tratta di una band dalla dichiaratissima, smodata passione per il pop più integrale, le influenze dance, commerciali, retrò, suonano assai più ostiche di una sperimentazione militante, questa è una premessa che va fatta, prima di affrontare il nuovo Moment Bends. Moment Bends ha un merito, come tutta la produzione dei 5 australiani, è caratterizzato da un suono curatissimo, particelle sintetiche minimali per un’atmosfera trasognata.
Desert Island è forse il brano più debole, tuttavia si tratta di un manifesto dove vengono delineati moltissimi elementi che ritroveremo durante l’ascolto. Escapee, al contrario, è un ottimo brano, ricorda le frenesie dei Phoenix leggermente epurate dalla nota malinconica dell’originale, dunque, attutita nell’impatto, normalizzata. Contact High è piuttosto interessante, pulsazioni sintetiche fra in moderno e il retrò, voci sintetiche fra Kraftwerk e l’euro-dance. Ironico.
Con W.O.W. si passa alla voce femminile e alle atmosfere oniriche con un bel giro di synth ipnotico, vengono evocati gli Air, i Daft Punk e persino qualcosa dei Chemical Brothers più rilassati. Pop sognante e minimale. Yr Go To mette in scena un indie pop mirabile, impreziosito dall’avvicendarsi delle numerose particelle sonore e da una buona linea vocale. Sleep Talkin’ parte piuttosto debole aprendosi su un finale interessante, I Know Deep Down si snoda su un piacevole basso sintetico e s’avvale del (buffo) passaggio vocale femminile molto musical, oltretutto l’ironia commerciale fuori tempo massimo degli Architecture in Helsinki è riconoscibile anche in Everithing’s blue, la strofa alla Michael Jackson, o nel brano di chiusura ultra-pop B4 3d, nella voce romantica tinta di Anthony, un Anthony sintetico, chi può dirlo. Gli informati dicono che con Moment Bends gli Architecture in Helsinki torneranno a soddisfare i fan della prima ora, è probabile, ad ogni modo si tratta di un progetto che, piaccia o meno, rimane ingegnoso, organizzato e pragmatico, questa è una forza, il resto è gusto.

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