martedì, Novembre 30, 2021

King Bleso & the Voodoo Soul Unlimited – Oku (La sapore prod. 2010)

King Bleso & the Voodoo Soul Unlimited è Gopher Wastasi, ovvero Dario Troso, più musicisti al seguito; il loro intento con questo Oku è quello di celebrare, con approcci e esiti alterni, un universo intero, quello dei ’70 pulp tarantiniani e della blaxploitation di oltreoceano ma anche dei polizieschi e dei thriller dai budget ridicoli che hanno popolato le sale nostrane di quegli anni. Negli anni ’90 Troso è stato tra i membri fondatori di Isola Posse All Stars e Sangue Misto, nomi di culto della scena rap nazionale; già nel 2008 pubblica Echo of Blue con il quale affronta il dub-jazz ed oggi va a scovare i pilastri della sua formazione musicale primigenia quali il funk e la sua diramazione afro, il soul ma anche il garage e il blues. Potremmo paragonare questo disco, per le sonorità e per l’ambito culturale affrontato, ai lavori dei Calibro 35, nonostante il percorso artistico sia molto differente e questi ultimi siano soliti eseguire fedelmente chicche provenienti da colonne sonore di compositori eccelsi o misconosciuti; King Bleso invece preferisce scrivere pezzi propri, inserendo campionamenti su una corposa base registrata in studio comunque in odor di vinile d’epoca, per un risultato tra il vintage e il revival. Chitarre sghembe, batterie sotterrate dai bonghi, intermezzi di wah-wah e talvolta assoli di sax o di flauto traverso animano gli strumentali Chicken Head Stomp e Rock Away, in stile War o Funkadelic con meno groove (perchè i maestri talvolta sono insuperabili). Nelle altre tracce si passa dalla voce roca e ubriaca dello stesso King per intossicare ruvidi standard blues come 4’o Clock o Sitting on my Sofa, originariamente di Skip James e dei Kinks, fino a ospiti femminili nelle tracce soul e jazzate come Damn I’m So Sure e Just Because, una Come Together rimaneggiata dal Beck più lisergico. Citazioni e tributi sono palesi ma il gioco vale la candela, non ci sono scimmiottamenti inutili e il calderone Oku si ascolta e si riascolta con piacere, con il piede che batte e il corpo che ondeggia. Nota negativa: una leggera pesantezza e acidità si verifica verso il termine del disco con gli ultimi due strumentali; è consigliato il bicarbonato di sodio.

 

Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

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