mercoledì, Maggio 22, 2024

La Belladonna / Karmafuzion

labelladonna.jpgSplit davvero potente questa nuova produzione Arabsheep; due progetti collocati ad un’ apparente distanza siderale e accomunati da uno spirito rumorista che in certi casi potrebbe esser definito a partire dalla sua urgenza, ma che, soprattutto nel caso di La Belladonna, traduce la forza ombelicale in un gioco di livelli emotivi davvero riuscito. Gaetano Dimita se la canta e se la suona tra chitarra, batteria, basso grazie anche al supporto in studio di Simone Sant che sembra dedicare un’attenzione specifica al suono. Da un certo punto di vista La Belladonna con le quattro tracce contenute nel cd sembra provenire da quell’oltretomba di rumore e cavalcata pop’n’roll che ha segnato alcune produzioni SST fino all’approdo e alla codificazione degli anni ’90; l’attacco di Time isn’t on my side ha quell’incuria lisergica e allo stesso tempo una dedizione molto precisa alla metamorfosi sonora via feedback che davvero sembra un recupero filologico e preciso di intuizioni sfortunatamente sopite nella deriva ultrapop delle produzioni Italiane coeve. C’è un’anima oscura nelle 4 tracce composte da Dimita che per convenzione definirei Dark se non fosse per quel similmellotron che emerge da Bellamerda, capace di scompaginare nuovamente l’assetto e di lasciar entrare qualcos’altro al posto, che ne so, dei Sad Lovers & Giants. Un progetto colto, anale e davvero oscuro, se la cosa non scandalizza in tempi davvero medioevali (nell’accezione equivoca-comune) dove oscurità è sinonimo di contrazione virale sul modello Scabbia.
karmafuzion.jpgKarmafuzion mi pare adattissima come appendice anarchica alle tracce spartite con Belladonna; e questo senza togliere niente all’abilità di Lorenzo Mania (già Big Member) nel costruire una fuzz techno davvero lurida, perchè il sistema ombelicale è un collegamento reciproco. Credo sia superfluo attardarsi in una serie di definizioni buone per i commercianti di CD e supporti fonografici; electro, noise, dance, techno ai limiti con l’orrore tamarro fanno di Karmafuzion un oggetto torrido e violento che utilizza samples groove e textures come elementi di un discorso e di un linguaggio senza inutili gerarchie, un vero disco per l’estate, come dovrebbe essere senza filtri solari.

cover_split_sheep.jpg Lo split distribuito e prodotto da Arab Sheep si acquista da questa parte, da dove è possibile ascoltare alcuni sample grazie ad un comodo player integrato.

Michele Faggi
Michele Faggi
Michele Faggi è un videomaker, un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana e un Critico Cinematografico iscritto a SNCCI. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip e del mondo Podcast, che ha affrontato in varie forme e format. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.

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