sabato, Agosto 15, 2020
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MURIéL – Cosa Decide ? – la recensione

Dieci brani, dieci emozioni. I Muriel ci regalano un disco raffinato ed intenso, capace di evocare sensazioni e pensieri per tutta la sua durata. Impresa non facile, ma che ai toscani riesce benissimo, grazie alla loro capacità di scrivere ottimi brani, coadiuvati dalla produzione di Guglielmo Ridolfo Gagliano, perfetto per le sonorità della band, e da diverse collaborazioni di grido che impreziosiscono molti dei pezzi di “Cosa decide?”.

Ci troviamo così ad ascoltare delle vere e proprie perle, come il “Senso che si dà”, in cui la voce di Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione regala un tocco di ulteriore magia e poesia ad un testo delicato e sognante e agli arrangiamenti, cesellati fino al più minimo dettaglio senza per questo perdere troppa spontaneità. Un altro momento da sottolineare è “Cosa ricordi?”, in cui ad intervenire è Paolo Benvegnù, che può essere visto come una delle maggiori influenze dei toscani, con i suoi testi sempre ricercati e convincenti accompagnati da soluzioni sonore mai banali, già sperimentate ai tempi degli Scisma. E ancora “Confondersi”, in cui le voci di Maurizio Mangoni (perfetto praticamente in ogni passaggio del disco) e di Serena Altavilla dei Baby Blue duettano creando attimi da brivido.

La band dimostra di saper camminare benissimo anche con le proprie gambe, senza l’ombra di ospiti importanti: un esempio può essere “Il giorno nudo”, già presente in “Neppure un volto”, l’EP in free download che anticipava il disco, caratterizzato da un accompagnamento elettronico garbato ma deciso per un testo denso di immagini quotidiane ma poetiche. Oppure “Corpo ad ore”, il brano più arrabbiato, in cui si lascia spazio a una struttura più rock, con chitarre lanciate in corsa nel ritornello. O “Per necessità”, che chiude più che degnamente il disco con un testo che raggiunge punte di eccellenza ricordandoci che siamo simili e divisi da invisibili parti uguali.

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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