Rubik – Dada Bandits (Fullsteam Records, 2010)

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Otto membri ufficiali figurano nel loro myspace, e se in circostanze naturali si potrebbero formare due o tre gruppi con otto membri, i Rubik se potessero accoglierebbero anche altri suonatori, che siano tutti membri di una filarmonica nordeuropea oppure di una banda tzigana ma anche i Dream Theater. Riesce difficile immaginare una configurazione ideale per questi poliedrici finlandesi che fanno del pop la loro base creativa per espandersi poi in ogni direzione, ad attingere o inglobare nuove possibilità di sviluppo di ogni traccia. Non intendo con questo dire che con la loro volubilità siano potuti arrivare alla canzone primordiale, il big bang musicale dal quale è nata tutta la musica. Intendo piuttosto specificare come con una buona dose di pop nelle vene, con la spudoratezza simil-prog tanto cara all’indie anni ’00 e con una strumentazione di ogni tipo si possa strutturare una canzone con pochi riff ma ripetuti con costrutti intelligenti e innovativi allo stesso tempo; e che inoltre ogni altro tipo di arrangiamento in più, sia appunto metal o neoclassico o etnico potrebbe risultare interessante. A un ascolto superficiale pare impossibile affezionarsi, da quanta concretezza mostrano i Rubik, ma in realtà basta fare attenzione per notare come si dilettano al gioco delle tre carte: cambia l’ordine, ma sempre tre carte, anzi riff, sono. Sia che si tiri fuori il banjo (No Escape) o un basso in stile Joy Division (You Jackal!!) o la tromba della revolucion (Indiana) questo non intacca minimamente il loro modo di fare pop: sempre a metà tra gli esordi folk degli Animal Collective e gli attuali trascorsi elettronici, proponendosi in modo furbetto, con un occhio ad ammiccare e uno ad allontanare l’ascoltatore, quasi a scegliersi il loro pubblico di riferimento. Da tenere sotto controllo, perlomeno per farsi una chiara opinione su di loro.
Rubik su myspace

Elia Billero
Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

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