venerdì, Ottobre 7, 2022

Rue Royale: DIY per noi significa velocità

America e UK. Quale dei due luoghi ha più influenza sulla vostra musica?
R: penso sia 50 e 50. Veniamo da background molto diversi, io sono cresciuta in Inghilterra negli anni 90, quindi ascoltavo molto brit pop. Non ho mai ascoltato molta musica americana durante l’adolescenza quindi, ho iniziato più tardi, mentre Brookln è cresciuto in America, circondato dalla cultura e dalla musica americana, da Bob Dylan, dalla musica del sud degli States. Quindi quello che facciamo credo sia una combinazione di questi due mondi.
B: al di là delle influenze musicali, credo che i luoghi in sé abbiano un’influenza sulla musica che una persona produce. Per esempio credo che il clima delle campagne inglesi abbia influito sulla musica che ho composto dopo il mio trasferimento, con i suoi colori tendenti al grigio, la pioggia, la malinconia e anche il fatto che fosse un posto nuovo per me e dovevo adattarmi. In precedenza quando ero a Chicago scrivevo pezzi più solari, o almeno così mi sembra. Poi mi sono abituato anche al clima inglese, quindi direi che da Guide To An Escape le influenze della pioggia si sono fatte sentire un po’ meno.

Nel corso della vostra carriera oltre ai due album veri e propri avete realizzato anche una serie di altre uscite, EP e singoli, in vari formati. Da cosa deriva questa scelta? Avete troppe canzoni per gli album o è un modo per premiare e tenere attivi i vostri fan?
R: è un modo per non aspettare tutto il tempo che passa tra un album e l’altro, per far sentire che ci siamo, anche perché chi ci ascolta, i nostri fan, vuole sempre molto. Mi è capitato ad esempio che il giorno stesso in cui davo a una persona l’ultimo disco, mi chiedesse subito “e il nuovo album quando arriva?”; stava chiedendo già il successivo, ed aveva appena avuto l’ultimo!
B: inoltre ci piace sempre suonare nuove canzoni ogni volta che siamo in giro per concerti, per questo spesso in concomitanza con i tour prepariamo un EP con qualche pezzo nuovo, che poi proponiamo nei concerti. Poi ci sono anche casi diversi, per esempio l’EP natalizio di qualche anno fa ci è venuto spontaneamente, perché è un periodo dell’anno che ci piace molto, in cui la gente sembra migliore e in cui è bello ricevere e fare regali: quindi abbiamo deciso di regalare un paio di canzoni a tema, per far capire quanto ci piaccia quel periodo.

In questi giorni è stato celebrato il Record Store Day. È abbastanza chiaro che a voi i dischi piacciono, ma cosa pensate di questa celebrazione?
R: ci piace, qualche anno fa suonammo anche in un negozio per quell’occasione e realizzammo un singolo, che tra l’altro andò sold out abbastanza velocemente.
B: sì, però c’è qualcosa nel Record Store Day che non mi convince completamente. Mi piace celebrare i negozi di dischi, la musica che si può toccare, su supporti fisici, la cultura musicale che c’è alla base dei negozi. Però ultimamente mi sembra che ci sia un lato oscuro in questa celebrazione, il fatto che per l’occasione escano edizioni speciali costosissime, che sono in realtà un modo per fare più cassa possibile cercando soldi a chi già ne spende nei negozi. Questo fa perdere il vero senso della giornata, secondo me, diventa solo un’operazione commerciale.

Per il nuovo disco di cui avete parlato poco fa, quando sarà la data di uscita?
Il primo singolo uscirà in giugno, mentre l’album in agosto. Questa volta in Italia non dovrete attendere, uscirà in tutta Europa contemporaneamente.

 

I Rue Royale in rete

Le foto di Francesca Pontiggia

 

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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