Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Agosto 26th, 2011
Rufus Party – With Us (BlueBout Recording, 2011)

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Se si volesse riprodurre a parole lo stesso potere attrattivo dell’ultimo album dei Rufus Party, bisognerebbe iniziare a parlarne in medias res. Pertanto, potrei dire che Panic In The Gairo è la prima traccia di With Us ed è da subito una radiografia dell’ossatura blues, rock and soul della band. Le vibrazioni profonde del basso spianano la strada alle parole cantante da Bert, la cui ricerca di un’interpretazione vagamente Mick Jaggeriana è di tutto il rispetto. I suoni trovano spazio sulla via del sintetizzatore e si aprono definitivamente sul ritornello dal tocco femmineo. Una concitata sezione cantata che sa farsi da parte in favore della chiusura puramente strumentale e dalle bizzarrie elettroniche. E del resto siamo solo alla prima di dodici pezzi. Con Fairground i suoni si fanno più malinconici; l’introduzione lasciata all’organo Hammond accompagna la tensione languida che caratterizza l’intera traccia in particolare nel testo, volto a trovare una qualche ricetta speciale per non avere rimpianti un domani. (This is the only way/ to live with no regrets someday). Ma i colpi ben assestati non sono finiti; se con Death Of An Indie Chick la band slitta verso una modalità a tratti posticcia ed artefatta, con Father’s Song i suoni si reindirizzano sulla via della route 66 per approdare dritti dritti in un qualche piazzale polverosa a muoversi sulle note di Get Out Of My Way. Dopo l’energetica sequenza, ci pensa Sinner’s Life ad ammorbidire i toni, una ballata dolce e tormentata, una parentesi romantica subito fugata dall’ottimo falsetto di In A Little While. Sarebbe un vero peccato non ascoltare un simile album; With Us è un album citazionista senza eccessi, guarda ad un passato (ahimè) improponibile senza il rischio di renderlo un feticcio, conserva la devozione per soul, rock e blues senza perderne la freschezza. Dagli arrangiamenti al missaggio, With Us è senz’altro un album di professionisti che mostra, senza troppi sotterfugi, lo scarto con il full-lengh di quattro anni prima, Civilazation & Wilderness. Del resto i Rufus Party sono attivi da più di dieci anni, hanno attraversato la penisola (e non solo), si sono autoprodotti e con With Us hanno espanso la line up, passando da quattro a cinque componenti. Incastrati in una dimensione retrò, i Rufus Party riescono a creare un immaginario di pregiato garage rock, cantato e suonato con tutta la dedizione che solo anni di fedeli ascolti ad hoc possono conf. Dodici tracce catalitiche che obbligano a tornare spesso e volentieri sul tasto repeat.

Rufus party su myspace

 

Giulia Bertuzzi

Giulia Bertuzzi

Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.