A due anni da Non mi senti, esce il terzo album di Tablo, già Nicola Tabellini, in diffusione per la Mizar Records. Dieci pezzi figli putativi di un filone a metà fra il folk e il jazz, strumentale, non pomposo, alquanto minimale e scarno. Coadiuvato da Claudio Gurra (pianoforte a muro, basso elettrico), Osman Meyredi (contrabbasso), Anna Ziliani (violoncello) e Simone Gelmini (batteria, percussioni), Tablo porta a termine una sorta di percorso etereo lungo i sentieri dell’innamoramento onirico, creando una serie di racconti di fulminea durata. Gli oggetti che si trovano lungo questo percorso sono piuttosto definiti; l’introduzione pacata di Prologo, ingentilita da violino e pianoforte, lo schiudersi del mattino sul crescendo di Sei Stata Gentile, un aumento di intensità nella parte centrale, capitanata da Tu e dalla più frizzante Il matrimonio di Aurora, e la conclusione della climax in L’arrivista. Una circolarità che a lungo andare tende a scivolare sul piano del monotono e del prevedibile. Ciò che viene oltremodo rimarcato, quasi a diventare una sorta di procedimento manieristico, è la ricerca della dimensione intima e la sua conseguente insostenibile comunicabilità. Pertanto, l’espressività del disco rimane racchiusa al livello del piano mentale dell’autore, ma trova poco spazio e scarsa portata nell’estensione delle tracce. Non c’è alcun rischio in Circolo Vizioso, disco che oggettivamente non può essere malamente valutato sul piano strutturale; rimane bella impalcatura, studiata e calibrata sulla base di un certo solipsismo e neo-maledettismo decisamente in voga.
Tablo – Circolo Vizioso
A due anni da Non mi senti, esce a fine 2012 il terzo album di Tablo, già Nicola Tabellini, in diffusione per la Mizar Records. La recensione di Giulia Bertuzzi...
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Giulia Bertuzzi
Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.

