mercoledì, Luglio 17, 2024

…a toys orchestra, la foto Intervista @ indie-eye.it

Anche a rischio di essere fraintesi?

Enzo: Certo anzi, il fraintendimento nella musica è un aspetto bello, perché a meno che tu non stia facendo cantautorato e stia parlando di un particolare evento in un dato momento e luogo, ma stai parlando di qualcosa che è dentro di te e altri ci trovano una diversa chiave di lettura, allora l’alchimia della musica si realizza e tu ti rendi conto che inconsciamente hai scritto qualcosa che può valere per l’altro. Sai che mi succede a volte? Che io scrivo, mi riguardo i pezzi, mi piacciono e magari passa un tot di tempo, li rileggo e ci trovo il significato a distanza di tempo e forse capisco che se mi piacevano è perché nel subconscio significavano già qualcosa per me. E questo succede anche nelle altre persone: c’è una chiave di lettura, ma non è la sola. Non è così bello sedersi in cattedra e pontificare, è meglio parlare al plurale.

L’accordatura fra le persone si trova col tempo, non per forza in modo diretto e immediato.

Enzo: In questo esorcizzare è anche condividere qualcosa che può nascere da un sentimento anche negativo… fondamentalmente i musicisti cercano di mettere in gioco quello, a meno che tu non sia Dj Francesco (ridiamo). Cerchi di esorcizzare in modo da alleggerire il peso comune condividendolo.

Prendere il tutto con una consapevole leggerezza, che a ben vedere è anche più difficile. Forse questo intento è stato raggiunto coi temi dell’album.

Enzo: Vero, anche perché in questo album noi abbiamo sfruttato un argomento, se vuoi, abusato, ma estremamente comune; ed è l’amore, quello che fa si che la mia storia diventi anche la tua, la sua, la loro. Ci siamo arrischiati nel tentativo di parlare di quello.

Ma ne parlate anche a più livelli, non solo carnale.

Enzo: Ci sono un sacco di citazioni mistiche, visto che stiamo parlando di un’entità come l’amore. L’empatia è un modo per non sentirsi soli, esorcizzi la tua solitudine sentendola insieme con gli altri.

Giulia Bertuzzi
Giulia Bertuzzi
Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.

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