lunedì, Maggio 23, 2022

Bologna Violenta, la foto-intervista @ Indie-Eye – 16-02-2012 – Leoncavallo

Qualche mese fa hai fatto uscire un sette pollici assieme ai Gunzard. Come è nata la collaborazione e cosa ti ha spinto a fare uno split?
Dietro c’era l’idea romantica di fare lo split sette pollici. Punto. In realtà non era la prima volta che mi veniva proposto, però non sempre si riesce a fare, per problemi economici e di vario tipo. Alla fine Giuseppe Capriglione dei Gunzard mi ha convinto con la sua Suoni Grezzi Records; era da un po’ che mi chiedeva di fare uscire qualcosa su cassetta o come split, su un formato particolare. È uscita questa cosa dei poliziotteschi, con i miei rifacimenti e loro che rifanno alla loro maniera Non si sevizia un paperino. C’era l’idea di fare una cosa che fosse anche bella da vedere, con la copertina in cartone riciclato, colorato, in 295 copie, per metà pagate da me e per metà da lui. Una cosa fuori dagli schemi normali di commercio quindi.

Il disco invece esce per la Wallace e per Dischi Bervisti, la tua etichetta. Com’è lavorare con la Wallace? Come sei arrivato a loro?
Con la Wallace è stato un lavoro di rispetto e di fiducia. Mirko non lo conoscevo di persona, ma abbiamo così tanti amici in comune, persone oneste, che non potevo sbagliare. Il disco esce con il grande aiuto di Audioglobe, che lo distribuisce e che mi aveva già dato una mano per Il nuovissimo mondo, che ci credeva e ci crede in questo progetto. Mi ha dato una mano dal punto di vista economico per la stampa e mi ha detto di crearmi un’etichetta mia e un mio ufficio stampa. Per questo è nata Dischi Bervisti, che è un’etichetta mia, sui generis, formata da me e dalla mia fidanzata.

A proposito, hai intenzione di far uscire anche altri artisti?
Per adesso no. Per la mia idea potrebbe essere l’etichetta per cui fare uscire tutte le cose a nome Bologna Violenta, gestendo l’ufficio stampa e la promozione. Abbiamo deciso che, invece di spendere tot soldi per un ufficio stampa, lavoriamo da casa. Per ora è così, poi si vedrà. Con Wallace è andata così: gli avevo già mandato il primo album, ma allora non aveva avuto il tempo e la possibilità di farlo uscire; quando gli ho mandato i provini dell’ultimo, anzi praticamente il disco finito, abbiamo deciso di farlo uscire. Per me la Wallace è una certificazione di qualità, il marchio di qualità sul mio disco.

Anche Bar La Muerte lo era…
Sì, anche Bar La Muerte. Infatti avevo chiesto anche a Bruno Dorella se era interessato, ma l’etichetta purtroppo chiude. Invece Mirko ha cambiato completamente vita, si è trasferito a Lima e gestisce Wallace Records da laggiù. Sia lui che io compriamo i dischi dall’Audioglobe, che li distribuisce e ce ne lascia un po’. (continua alla pagina successiva…)

Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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