venerdì, Settembre 25, 2020

“es” contro Indie-eye: l’intervista

Degli “es” avevamo già parlato qualche settimana fa con la recensione di Tutti contro tutti portiere volante, il loro album d’esordio uscito il 19 settembre scorso per Fosbury Records;  ci torniamo sopra con un’intervista alla band Trevigiana curata da Elia Billero…

Scherzate molto sul fatto che tra un disco e l’altro sia passato talmente tanto tempo da darvi per dispersi, tant’è che anche il videoclip di 7.30 Lunedì (ndr: vedi in calce all’articolo) trae spunto proprio da questa considerazione. Che sensazione dà ritornare a suonare, provare, esercitarsi e comporre in uno spazio di tempo così vasto? Avete sempre la stessa alchimia tra di voi? Alcuni di voi nel frattempo si sono dedicati ad altri progetti paralleli?

ALes: E’ tutta questione di entusiasmo, entusiasmo motore del mondo. Siamo stati fermi a lungo perché avevamo altro da fare, lavori, famiglie. Siamo ripartiti perché è arrivato entusiasmo fresco e nuovo: Redalbow (Alberto Scapin, il regista del video) ci ha presentato Dischi Soviet Studio (e Matteo Marenduzzo è l’entusiasmo fatto persona); contemporaneamente sono entrati in formazione Zaffa e Tina ed è stato come cominciare una cosa completamente nuova! I progetti paralleli ci sono ancora: per dirne uno, Mario è anche bassista dei Valentina Dorme.

Per coloro che ancora non lo sapessero vi chiedo quali sono le origini del vostro nome.  Ci possiamo collegare a Freud e quindi a tutta la psicanalisi oppure è tutto più semplice?

ALes: ci hai preso al primo colpo. Il nome viene proprio dalla teoria freudiana io-superio-es e indicherebbe l’istinto puro. Quando siamo nati (1997) cercavamo un nome breve e facile, ed è uscita questa cosa un po’ “scolastica” ma efficace, perché è una parola di due lettere con significati “importanti” in tedesco e in spagnolo. Qualche burlone sostiene che sia la pronuncia della parola inglese “ass”. Ma non è vero.

Nella bio parlate molto ironicamente di voi 5 in terza persona, definendo “es” come una persona a sè, delineandone più che discografia e biografia un curriculum vitae. Cosa ascolta “es” e quando suona a cosa si ispira?

ALes: “es” risponde volentieri a questa domanda. “es” gradisce sia i chitarroni sia le chitarrine. In questi anni di riposo ha ascoltato il jazz, ma senza perdere mai di vista gli Arcade Fire e i Perturbazione. Ha pianto la scomparsa di Mark Linkous (N.d.R. Sparklehorse). E adesso ascolta molte cose: Anthony, i Band of Horses, i Blonde Redhead, gli Scisma, gli Zen Circus, le Hole, i Foo Fighters, i Tre Allegri Ragazzi Morti, le compilation delle etichette indipendenti e quelle dei Festivalbar degli anni 80.

Che rapporto avete con la musica, la band e la “professione”?  “es” immagino non sia il vostro mezzo di sostentamento principale; l’approccio molto easy che avete e che tra l’altro apprezzo molto, ma anche il non voler metter fretta all’ispirazione per non produrre mezze ciofeche, mi sembrano dei segni ben precisi…

ALes: Si torna al discorso sull’entusiasmo. E’ un hobby ben curato, serve principalmente a dare benessere (fisico, non economico) a noi cinque, e speriamo almeno ad altrettanti ascoltatori. E’ un po’ come il giardinaggio per chi ha il pollice verde. Farlo sottopressione diventerebbe pesante, anti-entusiasmante e darebbe vita alle mezze ciofeche da te citate. La musica degli “es” è fatta al 50% di intuizioni e al 50% di tagli e riletture. Ci è sempre sembrato un buon equilibrio e ci permette di “giocare” ancora tanto con le nostre idee, preservando la salute e il buonumore.

“Si fonda sulle lettere la mia e la tua realtà”, cantate in Un soldino per i tuoi pensieri (economia domestica). Che importanza hanno i testi nella vostra musica?

ALes: ALes scrive tutti i testi frullandoci dentro esperienze introspettive, pensieri e giochi di parole. In realtà sembra che, a un primo ascolto, le liriche non “passino” subito… probabilmente è dovuto al fatto che tentiamo di usare voce e parole come strumenti paritari agli altri e non come tratti distintivi del pezzo. A volte qualcuno, come hai fatto tu adesso, fa brillare le parole, tirandole fuori dalla canzone, e ci permette di parlare dei testi oltre che della musica. Spesso si usa il termine “nonsense” per descrivere le nostre liriche. In realtà c’è sempre un “sense”, a volte smorfie mascherate da sorrisi.

La musica degli “es” è stata paragonata molte volte ai Baustelle, sia per alcune ambientazioni e scelte liriche, vicine forse al loro “sussidiario” illustrato, ma anche per gli arrangiamenti dei primi due album della band di Montepulciano. Che ne pensate e che opinione avete di loro?

ALes: Siamo stati fra i primi acquirenti del “Sussidiario”, sicuramente. Avevamo conosciuto l’ex tastierista dei Baustelle (Fabrizio Massara) via mail, perché era anche il curatore del sito del gruppo, che appunto riportava l’impostazione grafica del sussidiario (il disco era in uscita per Baracca & Burattini) e questo spazio web ci aveva molto incuriosito (ai tempi c’era molto meno traffico in rete). Poi li abbiamo seguiti a distanza. Purtroppo non abbiamo mai avuto il piacere di dividere un palco con loro. Francesco Bianconi è indiscutibilmente uno dei più abili autori di canzoni del nostro tempo. E non ci riferiamo solo a quello che scrive per la sua band, ma anche ai pezzi dati a Irene Grandi. Vanno giustamente consacrati, come dice il nostro fratello N.A.N.O.

Trovo quest ultimo disco molto meno sperimentale rispetto a “The Mistercervello” però questo non fa rima con banalità o classicità. Cosa vi ha spinto a concentrarvi più sulla melodia che sull’esplorazione dei suoni? Aggiungerei anche una lievissima provocazione: l’articolo “the” si può anteporre al titolo di un album, mentre è meglio non farlo per quanto riguarda i nomi delle band?!!

ALes: Stiamo invecchiando, forse. Più semplicemente, ci piace cambiare… seguiamo molto le lune. Avevamo voglia di fare qualcosa di più “compiuto”, mettere gli “es” alla prova con canzoni che superassero i due minuti. Non ci saremmo riconosciuti in un “Il ritorno del Mistercervello”. Però hai fatto bene a sottolineare il discorso dell’articolo the; “l’articolo the davanti a nome di band” è un po’ una presa per i fondelli delle mode musicali: è nata nel periodo in cui, dopo l’entrata in scena degli Strokes, sembrava che per essere “fighi” bisognasse atteggiarsi a maledetti fuoriusciti dal CBGB’s, con la frangia di ordinanza e il chiodo. Per Mistercervello, invece, il “the” serviva a mettere sul trono il personaggio del Mistercervello, il manzo da discoteca per eccellenza, dandogli un tono eclatante.Non avevamo pensato al parallelismo tra le due cose, però in qualche modo ci sta.

In fondo a Tutti contro tutti portiere volante si sente un piccolo commento, che mi piacerebbe girarvi come domanda: avete voluto strafare?

ALes: Eheh. In realtà l’abbiamo incollato lì perché non abbiamo resistito alla tentazione di mettere la nostra classica stupidata in chiusura di disco!
Ma non è una dichiarazione di intenti. O meglio: finiamo sempre per strafare e poi correggere in corsa, è questo il nostro processo creativo.

“es” su myspace

es:  7:30 lunedi, il video di Alberto Scapin, aka Redalbow

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=TjWTxSdo4ZQ[/youtube]

 

Elia Billero
Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

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