giovedì, Dicembre 1, 2022

Guano Padano – 2 (Tremoloa Records, 2012)

A due anni di distanza dal primo capitolo, tornano i Guano Padano con il loro nuovo album, intitolato senza troppa fantasia 2.
Per fortuna molta più inventiva è presente all’interno dell’opera, a sottolineare ancora una volta la veridicità dell’affermazione Don’t judge a book by its cover (in questo caso title). Il trio formato da Alessandro ‘Asso’ Stefana, Zeno De Rossi e Danilo Gallo nei tredici brani dell’album riesce infatti a creare un mondo sonoro accattivante e convincente, partendo da elementi noti e ben definiti rielaborati però in maniera personale e a suo modo originale. Il punto di riferimento dell’album e di tutta la musica dei Guano Padano, come appare chiaro fin dalle prime note di Last Night, il brano di apertura, è l’opera di Ennio Morricone. I tre Guani cercano infatti di ricreare gli stessi mondi partoriti dall’immaginazione del compositore romano, colui che dall’Italia riuscì a dare un suono alla frontiera americana meglio di qualunque musicista statunitense. E ci riescono piuttosto bene, dando al loro suono un afflato meno operistico (non dispongono infatti di un’orchestra) e più country-surf-rock (con qualche sfumatura jazz e avant), facendosi aiutare qua e là da altri grandi musicisti: da Marc Ribot con la sua chitarra in Miss Chan a Vincenzo Vasi con il suo theremin in Lynch, da Chris Speed, che impreziosisce la già ottima Gran Bazaar, che si muove benissimo tra surf e oriente, con il suo clarinetto, a Mike Patton, che sfodera una delle sue migliori prestazioni vocali degli ultimi anni in Prairie Fire.
Un ottimo disco quindi quello dei Guano Padano, che può suscitare una domanda abbastanza scontata, ma non così tanto evidentemente: perché un patrimonio enorme come quello di Ennio Morricone e di molti altri compositori di colonne sonore italiani non viene valorizzato da chi fa musica oggi in Italia? Perché invece di assistere alla solita rincorsa di mode e stilemi stranieri o di luoghi comuni italiani non si cerca di trovare e di riportare alla luce l’enorme tesoro di chi ha veramente fatto grande musica nel nostro paese? E tenete conto che ciò che viene fatto dai Guano Padano (con qualche eccezione un po’ più cerebrale, come l’orientaleggiante Un occhio verso Tokyo) ha un appeal pop/rock di tutto rispetto (su tutti il brano con Patton), così come quanto viene fatto ad esempio dai Calibro 35 o dai Calexico, che questi suoni li hanno introiettati ormai da tempo.
Noi questa domanda la poniamo, e mentre attendiamo una risposta ci ascoltiamo vere e proprie perle come One Man Bank, Nashville e Lynch, esempi di grande musica con un passato, un presente e un futuro tutto da scoprire.

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Guano Padano su Myspace

Tracklist

Last Night / Zebulon / One Man Bank / Gran Bazaar / Gumbo / Bellavista / Lynch / Miss Chan / El Cayote / Prairie Fire / Nashville / Un Occhio Verso Tokyo / Sleep Walk

Alessandro ‘Asso’ Stefana: chitarre, banjo, piano |Danilo Gallo: contrabbasso, basso elettrico, organi  | Zeno De Rossi: batteria

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Fabio Pozzi
Fabio Pozzi
Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.

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