Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

La Record Kicks è ormai stabilmente ed incontestabilmente una delle migliori etichette europee nel campo del soul, del funk e di tutti i generi che gravitano nel mondo della black music. Una delle sue ultime uscite è Midnight Feast Of Jazz di Nick Pride & The Pimptones, disco che già dal titolo fa capire all’ascoltatore cosa si troverà a sentire: musica da ballare tutta notte senza però rinunciare a un tocco di classe, tecnica e polmoni per dirla in gergo calcistico 

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La conferma della bravura di Nick Pride l’abbiamo avuta lo scorso 4 febbraio al Biko di Milano, dove il concerto di Nick e della sua band, accompagnati dalla splendida voce (e presenza) di Jess Roberts, ha scaldato la fredda notte milanese, facendo scatenare tutti i presenti con della grande musica, di sostanza e non di apparenza, cosa abbastanza rara per il capoluogo lombardo.
Prima del concerto abbiamo parlato con Nick, per saperne di più su Midnight Feast Of Jazz, sui Pimptones e sulla scena soul-funk britannica. Ecco cosa ci ha detto. [n.d.r: in calce all’intervista il contest per vincere 2 sette pollici di Nick Pride & The Pimptones messi in palio da Indie-eye.it in collaborazione con Record Kicks)

Queste sono le prime date in Italia per voi. Ieri a Firenze e due giorni fa a Roma come sono andati i concerti?
A Roma è stato fantastico. Dopo aver fatto un lungo viaggio assieme tutti noi eravamo molto eccitati all’idea di suonare lì, e tutta la gente che è venuta a vederci era eccezionale, super-cool. Anche il club era veramente ottimo, quindi ci siamo molto divertiti a suonare. A Firenze invece è stato diverso (N.D.R.: Nick si riferisce qui alla Limonaia di Fucecchio, dove ha suonato con i suoi Pimptones e con Jess Roberts il 3 febbraio 2012) , il locale era più piccolo e la serata era una specie di party per studenti; la cosa folle è stata il maltempo però. Abbiamo impiegato ore per uscire da Roma e siamo arrivati al locale pochi minuti prima di iniziare a suonare, abbiamo avuto il tempo di salutare e sentirci dire “su, ragazzi, è ora di salire sul palco!”. È andata comunque molto bene. Penso però che sarà la data di stasera qui a Milano la più grande, la più importante.

Il vostro album esce per la Record Kicks. Come siete arrivati a quest’etichetta?
Abbiamo registrato l’album a casa e non pensavo che l’avremmo fatto uscire. Però abbiamo anche registrato il singolo con Jess Roberts, una canzone che ho scritto apposta per lei, e ho pensato che sarebbe stato bello farne un sette pollici. L’ho inviato alla Record Kicks, perché è il genere di musica di cui si occupano e in più penso che siano un’ottima etichetta, amo la loro musica. Così gli ho chiesto se volevano far uscire questa canzone e mi hanno risposto di sì, chiedendomi però se avevo altre cose da proporgli. Avevo quest’album, ma pensavo fosse un po’ troppo jazz per loro, non credevo potesse piacergli. Invece quando gliel’ho inviato l’hanno apprezzato e mi hanno detto “ok, facciamolo”. Abbiamo messo il singolo nell’album, tutto assieme, ed eccoci qui.

Com’è la scena soul/funk in Inghilterra? Ci sono altre band che suonano come voi?
Ci sono molte band, e anzi penso che negli ultimi anni siano diventate ancora di più, dopo il successo di Amy Winehouse e Mark Ronson e di artisti simili. Quindi quel sound è molto popolare ora, molti giornalisti, blogger e conduttori radiofonici si sono interessati al genere e quindi hanno coinvolto molta più gente. Iniziano ad esserci anche molte ottime band e locali in cui suonare, quindi sta migliorando in ogni aspetto la situazione. (continua alla pagina successiva…)

 

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Fabio Pozzi

Fabio Pozzi

Fabio Pozzi, classe 1984, sopravvive alla Brianza velenosa rifugiandosi nella musica. Già che c'è inizia pure a scrivere di concerti e dischi, dapprima in solitaria nella blogosfera, poi approdando a Indie-Eye e su un paio di altri siti.