mercoledì, Maggio 22, 2024

Django Django – Django Django (Because, 2012)

Repetita iuvant, si diceva un tempo. Di certo il vecchio adagio calza a pennello per esordire nella descrizione dei Django Django, quartetto originario di Edimburgo ma londinese per insediamento. L’omonimo album è il loro lavoro di debutto, confezionato all’ombra delle influenze fattura albionica, dalla Beta Bend, con la quale condividono legami parentali nelle persone di David McLean (Django Django) e John McLean (Django Django), passando attraverso Brian Eno, fino a recuperare lo spirito eclettico e sperimentatore dei Pink Floyd. Un quartetto che suona come se fosse il Duchamp della musica, impegnandosi in un continuo collage di influenze, rivisitazioni ironiche e provocatorie. Tuttavia Django Django non è un elogia alla nostalgia di ognuno, ne una collezione sbiadita e mangiucchiata di vecchi vinili usurati per il troppo ascolto. I tredici pezzi che accompagnano il loro debutto, pur non facendo mistero delle influenze cui sono debitori, risplendono per novità e equilibrio. L’album oscilla, trasportato dalle ritmiche ferrose di Introduction degna colonna sonora per una cavalcata postindustriale, gettato poi sulle rive di un’inattesa surf music di Hail Bop per esplodere poi nel gioiellino dell’album, Default. Si tratta di un pezzo dallo spirito hip-pop, saltellante anche nella resa vocale, che s’avviluppa nella soluzione corale le bizzarrie della chitarra distorta. Un pezzo che comunica voglia di muoversi e di agitarsi e che prosegue nell’esecuzione di Wor. In Waveforms fa capolino una velata influenza country e cantautoriale, dissipata in toto dall’orientalissima Skies Over Cairo, una pura contaminazione in chiave arabesk. Django Django è un album vitale, ricco di tracce pulsanti anche se talvolta si perdono all’interno di un minutaggio anarchico e poco bilanciato, come nel caso di Zumm Zumm. Conviene ripeterselo in testa questo nome, a futura memoria. Repetita iuvant.

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Django Django in rete

Tracklist:

Introduction | Hail Bop | Default | Firewater | Waveforms | Zumm Zumm | Hand Of Man | Love’s Dart | Wor | Storm | Life’s A Beach | Skies Over Cairo | Silver Rays

Giulia Bertuzzi
Giulia Bertuzzi
Giulia vede la luce (al neon) tra le corsie dell'ospedale di Brescia. Studia in città nebbiose, cambia case, letti e comuni. Si laurea, diventa giornalista pubblicista. Da sempre macina chilometri per i concerti e guadagna spesso la prima fila.

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