Pinback – Information Retrieved (Temporary Residence, 2012)

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Eccolo finalmente fuori il quinto album dei Pinback, in silenzio da ben 5 anni. Il duo formato da Rob Crow e Zach Smith in questo lasso di tempo non se n’è stato certo con le mani in mano, tra progetti solisti e reunion di vecchie bands (Three Mile Pilot). Per chi scrive i Pinback rappresentano senza dubbio una delle creature più raffinate del panorama musicale odierno: la perfetta alchimia generata dalle menti dei due musicisti ha prodotto un indie math pop tanto originale quanto assolutamente fruibile e godibile. Sta proprio nel coniugare complessità ritmica e strutturale a melodie zuccherose pronte ad essere fischiettate sotto la doccia la peculiare cifra stilistica della band. Detto questo, com’è Information Retrieved? Diciamolo subito, in modo da sgombrare il campo da ogni equivoco di sorta: migliore di tante, tantissime cose in giro. Il talento è sempre quello, la capacità di creare brani dalla bellezza fuori dal tempo pure. La convinzione maturata dopo un ascolto attento e prolungato del disco è però quella che le cose migliori i nostri le abbiano già scritte; nello specifico, l’accoppiata di dischi precedenti a questo, ovvero Summer In Abbadon e Autumn Of The Seraphs (al cui interno c’era il quasi hit Good To Sea). Lo stile non è cambiato di una virgola, ma forse non si chiedeva nemmeno questo a Smith e Crow; probabilmente se un neofita si avvicinasse ora al gruppo giudicherebbe Information Retrieved alla stregua di un capolavoro. Il punto è che le varie Glide, Drawstring e Sherman non reggono il passo se confrontate con le passate produzioni, ed anzi affiora pericolosa anche una certa stanchezza compositiva. Il tocco magico (la bellezza fuori dal tempo di cui si parlava poche righe sopra) è riservato ad una manciata di episodi, come l’iniziale Proceed To Memory, His Phase, la jazzata Diminished e l’evocativa Sediment. Il resto è appunto puro Pinback sound, solo un po’ inferiore ai due lavori precedenti.
Concludendo: chi non li conosce si avvicini senza remore e scoprirà un gruppo magnifico; chi già li apprezza avrà capito che non stiamo parlando di un brutto disco ma di un episodio minore della loro discografia.

Denis Prinzio
Denis Prinzio
Denis Prinzio è bassista di numerose band underground ora in congedo temporaneo, scribacchino di cose musicali per sincera passione, la sua missione è scoprire artisti che lo facciano star bene.

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