Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Magia e Fiaba. In questo modo DonnaKatya descrive la location del Lago Film Fest, la kermesse di cinema corto e documentari che include un'ampia sezione dedicata alla musica. Paese fiabesco e leggermente sinistro, come ci ha detto Katya Scarpulla, Revine Lago ospiterà la musica dei suoi Superfeed il prossimo 29 luglio. L'intervista 

Di

Radici istriane, siciliane e trentine ma cresciuta in Veneto. Stiamo parlando di Katya Scarpulla e del suo percorso famigliare, strettamente legato a quello musicale. Nata negli anni settanta, vive gli anni delle nuove contestazioni, viaggia molto e frequenta il liceo artistico capitalizzando quindi un talento che si potrà esprimere anche con i bellissimi artwork della Garage records, disegnati e ideati personalmente da lei. I suoi progetti musicali cominciano a farsi sentire spaziando dall’hardcore fino a formazioni più definite come i Matsukao e i Chinasky per arrivare a quello più personale dietro il moniker di DonnaKatya & The Superfeed, nome quasi memore di certe formazioni funk’n’soul degli anni settanta. “Poetry Is Not Good To Eat” viene prodotto dal suo compagno nella musica e nella vita, Marco Pagot ed è un album che spazia dalla psichedelia alla disco anni ottanta, da Neil Young ai Byrds, dalla psichedelia ad un rock più cupo e introspettivo.

Katya Scarpulla con i suoi DonnaKatya & The Superfeed sarà ospite del Lago Music Fest, il contenitore musicale del Lago Film Fest e calcherà il palco di Revine Lago (Tv) il prossimo 29 luglio. Le abbiamo chiesto alcune cose prima della sua esibizione.

DonnaKatya & The Superfeed su Facebook

Prima di entrare nel vivo vorrei che ci raccontassi le origini del progetto DonnaKatya & The Superfeed.

Il progetto Superfeed è nato dal desiderio di mettermi in gioco musicalmente, proponendo brani interamente miei.
Con i Chinasky e Matsukao il mio apporto alla realizzazione dei brani riguardava sopratutto le melodie di voce e la scrittura di alcuni testi. Ascoltavo la base musicale, nel corso delle lunghe improvvisazioni in sala prove (avevamo un sacco di tempo libero, bei tempi!) e cantavo la prima cosa che mi veniva in mente, al momento. Quando ho avuto la prima bimba, ne ho due, ho realizzato che l’attività con una band e la vita familiare facevano fatica a conciliarsi. Mi sono fermata per qualche anno.
Il “prurito” musicale è rimasto, di tanto in tanto, provavo a strimpellare qualche accordo che accompagnava le melodie che mi giravano in testa.
Ho chiesto ad alcuni amici di darmi una mano a sgrezzare le canzoni: tra i primi a collaborare c’è stato Steve Trollip, ci si trovata ogni venerdì mattina, chitarre acustiche e litri di caffè. Negli anni si sono alternati parecchi musicisti della “scena locale”.
Ora i Superfeed sono composti da me, mia sorella Elena, Marco Andreetta, Dario Santonastaso e Marco Pagot che si occupa anche della produzione.

Per citare un tuo adagio: “quando non riesci a dormire immagini canzoni”. La notte per te è un momento importante per scrivere?

Più che altro, ora, con una famiglia piuttosto vivace, l’unico momento nel quale riesco a perdermi nei miei pensieri, a mettere in ordine le idee e progettare cose nuove è la notte. Viva il silenzio!

La tua è una formazione molto apolide. Origini siciliane, Istriane e trentine ma vivi in Veneto. Ci racconti qualcosa di più e quanto di queste culture regionali e nazionali ha influenzato la tua musica?

Fondamentalmente ero un’adolescente un pelo disadattata: il regionalismo è molto sentito in Italia, il rispetto delle tradizioni, i dialetti diversissimi, il senso di appartenenza alla propria terra, le parentele, …La mia famiglia si è trasferita in Veneto per lavoro ma non è stato facile costruire relazioni. Crescere in una piccola città di provincia non ha semplificato le cose. E allora ti leghi ancora di più con i tuoi fratelli che vivono la stessa situazione e condividi con loro passioni e interessi. Loro parlano la tua stessa lingua.

DonnaKatya – Brothers and Friends (official videoclip)

Cosa è cambiato dai tempi dell’Hardcore, passando per progetti come Matsukao e Chinasky fino ad arrivare alla tua creatura musicale attuale?

Si sono accumulate esperienze, sparisce una certa ingenuità, la rabbia, da “duri e puri” si passa ad essere “diplomatici e prudenti”. Quello che rimane è la ferma volontà di agire in modo sincero, lavorando con persone con cui stai bene, mettendo a debita distanza l’opportunismo.

DonnaKatya & The Superfeed – Love on Tape, il video ufficiale

Con Marco Pagot hai lavorato per il tuo primo album come Donna Katya intitolato “Poetry is not good to eat” e lavorerai per il nuovo album previsto per il 2017. Come ti sei trovata a lavorare con lui?

Marco è il mio compagno di vita e musicale da parecchi anni. Abbiamo vissuto assieme la vita rock’n’roll ed ora anche famigliare. Scendiamo raramente dalle “montagne russe” del quotidiano, ci capiamo al volo.
Musicalmente compensa il mio modo di lavorare essenzialmente istintivo. Ha trasformato idee qualche volta zoppicanti ed ingenue in canzoni mature e complete. Ammiro il suo approccio alla musica: emotivo ed analitico, poesia e matematica.

Sono molti i generi che attraversano le tue canzoni. Dal folk al blues, passando per alcuni accenni di psichedelia più acida e fosca. Pur mantenendo il pop sempre al centro c’è molta malinconia e anche un pizzico di decadenza. Tu cosa ne pensi?

L’elenco delle passioni musicali è lunghissimo ed eterogeneo: dai Fugazi a Judy Garland, colonne sonore, musical, …
Certe sonorità riemergono dalla tua testa in modo naturale e spesso inconsapevole. Credo che il mood del pezzo dipenda dallo stato d’animo nel momento in cui prende forma. Può anche succedere che con i Superfeed il brano si trasformi e cambi intenzione con risultati molto interessanti.

Donna Katya & The Superfeed – Vegas Pink Wales, audio ufficiale

Puoi raccontarci il legame affettivo e creativo con la Garage Records, l’etichetta che ha pubblicato il tuo primo album come Donna Katya?

La mia storia musicale è strettamente legata a Garage. Lì abbiamo registrato tutti gli album dei Chinasky, ricordo favolose penniche sul divano dello studio mentre gli altri, alle due o tre di notte, registravano l’ennesima take di chitarra o limavano l’arrangiamento di un pezzo! Al Garage ho conosciuto tante band e musicisti divenuti cari amici. L’etichetta ha una storia più recente rispetto allo studio di registrazione. E’ stata la naturale conseguenza di ciò che Marco e Ruggero Pol hanno costruito negli anni.
Collaboro con Garage Records anche come grafica, ho realizzato parecchie copertine per i gruppi dell’etichetta.

Lago music fest è il contenitore del Lago Film Fest dove suonerete la prossima settimana. Cosa ti aspetti da una location così particolare come quella di Revine Lago?

La magia. Lago è un paese fiabesco e leggermente “sinistro”, ci tenevamo molto a suonare al LFF, si crea un’atmosfera particolare, frizzante e sognante al tempo stesso. Tutta la band è appassionata di cinema e io ho il pallino della fotografia. Il brano “Love on tape” è stato ispirato dal bellissimo film di Gondry “Eternal sunshine of the spotless mind”…mi auguro che la musica che proporremo il 29 luglio possa essere una degna colonna sonora per il Lago FF.