Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Roberto Salis, sardo di nascita e bolognese di adozione. Esco dalla grotta è inizialmente il moniker per un progetto solista, poi diventata vera e propria band. Stasera si esibirà per la seconda serata eliminatoria del Rock Contest Fiorentino. Per conoscere da vicino il suo progetto; verace, sghembo e irriverente, lo abbiamo intervistato. 

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Esco dalla grotta è il moniker dietro al quale si nasconde il lavoro di Roberto Salis, musicista di origini sarde trapiantato a Bologna che a partire dal 2014 comincerà a dar forma al materiale e alle canzoni costitutive del suo primo album sulla lunga distanza, pubblicato nel 2016 e prodotto insieme a Daniele Amoresano.

Ben presto il progetto si evolve e diventa una band di quattro elementi, formata dallo stesso Salis alla voce e synth, Alberto Errico alle chitarre, Enrico Piazza alla batteria, Giuseppe Pagliarulo al basso.

Se definissimo la prima uscita di “Esco dalla grotta” come un “anti-album”, riceveremmo quasi sicuramente l’approvazione di Salis. L’accezione è del tutto creativa e positiva e si riferisce alle innumerevoli false partenze, melodie che procedono a vuoto, tracce senza tradizionale ritornello, struttura tripartita e via dicendo. L’attitudine è quella sinceramente punk anche se confluiscono svariati elementi, dal cantautorato alla musica sperimentale, dal noise alla ballata sghemba.

Esco dalla grotta, in formazione completa, è tra gli ospiti del Rock Contest Fiorentino 2016 e presenterà stasera 8 novembre 2016 una scelta del proprio repertorio in occasione della seconda eliminatoria del noto contest dedicato alla musica emergente di qualità, di scena a partire dalle 21:30 al Combo Social Club di Firenze.

Abbiamo intervistato Roberto Salis per conoscere più da vicino il suo progetto.

[Le foto dell’articolo sono di Sara Giorgio ]

 

Ci piacerebbe cominciare l’intervista partendo dal video di “Intervallo”. Colori, aria aperta, positività campestre. E un testo acidissimo che contraddice tutto quanto. Un bel contrasto. È una chiave di lettura per entrare nel vostro universo musicale oppure è solo uno dei tanti elementi che costituiscono il vostro suono e il vostro approccio?

Non saprei, sicuramente sapevamo che il video di “Intervallo” doveva essere molto colorato e allo stesso tempo triste, doveva esserci un contrasto come dici tu. Penso che il contrasto si crei nella scatola colorata, dove vive il protagonista del video: una scatola da cui non riesce ad uscire, una scatola scomoda, ma imbellettata.
Penso che questa “prigionia” del protagonista del video, si possa riscontrare anche nella canzone stessa: le parole sono imprigionate ad un motivetto che non cambia mai, non ci sono ritornelli, non c’è in sostanza una vera e propria canzone, eppure c’è.

Esco dalla Grotta, il video ufficiale realizzato da Andrea di Fede

Ci raccontate in sintesi la storia degli “Esco dalla grotta” e cosa ha portato a trasformare il progetto solista di Roberto Salis in una vera e propria band di quattro elementi?

Ho registrato questo album insieme a Daniele Amoresano alla fine del 2014, all’inizio doveva essere qualcosa di diverso, aveva sicuramente un approccio molto più intimista, ma nel momento in cui abbiamo finito le registrazioni, ho capito che EDG non ero più soltanto io e che questo non era un progetto cantautorale; ho capito che quello che volevo fare era creare una specie di band-collettivo misterioso (alla Gorillaz, per intenderci) e che questi pezzi dovevano essere suonati insieme ad altre persone.
Dopo più di un anno passato a cercare le persone giuste per questo progetto ho fatto centro con Enrico, Alberto e Giuseppe, al momento stiamo iniziando a ragionare sul nuovo album.

L’album risente ancora dell’approccio solista mentre quello che porterete sul palco del Rock Contest avrà caratteristiche sonore e arrangiamenti più ricchi? qualche anticipazione?

L’album è volutamente scarno in molte delle sue parti, è stato pensato in questo modo e così è rimasto. Per quanto riguarda il live, abbiamo lavorato molto per riarrangiare alcuni pezzi con la band; è stato molto difficile e in alcuni casi abbiamo dovuto cambiare alcune cose. Niente anticipazioni per il momento, vi diciamo solo che siamo molto orgogliosi del lavoro fatto e non vediamo l’ora di farvi sentire il risultato!

Ascoltando l’album si ha una (bella) sensazione di varietà e immediatezza punk che poco ha che vedere con il punk strettamente inteso. Più che altro sembra una questione attitudinale….

Quest’album è sicuramente punk: non mi sono dato limiti né regole nel farlo, me ne sono altamente strafregato di tutto e tutti. L’ho fatto e basta: perché andava fatto, perché sentivo che era giusto farlo in quel determinato modo.
In questo senso, certamente, è un disco dalla forte attitudine punk.

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Tra ballate acustiche e incursioni acide ed elettriche, oltre alla propensione a scrivere piccoli bozzetti quotidiani, ci è venuto in mente lo stile di un narratore come Jonahan Richman. Vi piace? C’è anche lui nei vostri sogni?

Professo la mia ignoranza: non ho mai ascoltato niente di suo (parlo per me, non per gli altri ragazzi). Al momento ti posso dire che nei miei sogni ci sono Battisti, Daniel Johnston e Nick Cave.

Alla fine de “La rabbia” c’è un estratto da “Il cielo sopra berlino” di Wim Wenders dove si dice che sarebbe importante “non entusiasmarsi solo per lo spirito, ma finalmente anche per un pranzo, per la linea di una nuca, per un orecchio”. Una ricerca della semplicità contro ogni forma negativa?

In realtà io penso che sia un messaggio che accoglie la negatività umana, anche la malvagità pura. Nella scena del film c’è un angelo che sostanzialmente vorrebbe diventare un’entità finita, ma non può, per la sua stessa natura di angelo.
Penso che sia una gran fortuna poter fare la cosa sbagliata certe volte, “non entusiasmarsi solo per lo spirito […] Mentire”.

Cos’è la grotta e perché hai la necessità di uscir fuori?

La grotta non è niente di preciso, la grotta è il modo di scrivere e di concepire la musica che avevo prima di comporre queste canzoni. Essere riuscito a registrare queste tracce mi ha salvato dalla mia stessa mediocrità artistica: mi ha fatto capire che anche io posso dire qualcosa, a modo mio. Devo uscire dalla grotta, perché altrimenti dovrei smettere di essere un artista in questa vita.

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Lo stile immediato, pop e semiacustico dell’album viene spesso sporcato dalla nevrosi di un’elettronica analogica ma anche da potenti cavalcate elettriche. La nostra preferita è “Fotosviluppo”. Quale anima degli Esco Dalla Grotta preferisci e porterai maggiormente avanti?

Al momento EDG è la fusione di tutte queste anime.
Nel primo album ho voluto mettere tutto il caos musicale che avevo nel cervello, aspettiamo il secondo per diventare meno bipolari.
Sono contento che vi piaccia “Fotosviluppo” perché al momento penso che sia il pezzo a cui mi sento meno legato; penso che tutto ciò stia a significare che ci siano vari modi di concepire l’album, che esso stesso abbia vita propria, aldilà di ciò che ne pensa il suo autore.

EDG e il Rock Contest, la più importante manifestazione nazionale dedicata alla scoperta della musica emergente di qualità. Credi sia importante prenderne parte, come antidoto alla magrissima offerta televisiva, privata e di stato, dedicata alla musica che si produce davvero nella penisola?

Credo che sia un’ottima opportunità per far conoscere la nostra musica. Al momento non abbiamo un’etichetta, un booking, né tantomeno un ufficio stampa: organizziamo tutto da soli. Ogni evento che possa farci conoscere a un pubblico, piccolo o grande che sia, è ben accetto. Siamo orgogliosi di essere stati selezionati per questo contest, ringraziamo le persone che ci hanno dato questa bellissima opportunità e speriamo di non deluderle sul palco.

 

Bruno Martini

Bruno Martini

Bruno: una laurea in scienze politiche, musica italiana tra gli ascolti principali, e un amore viscerale per tutte le british invasion