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Tra Psych, dark, indie-pop e un gusto tutto retrò per suoni e registrazioni analogiche, gli Shapeless Void sono tra i protagonisti della prima eliminatoria del Rock Contest 2016. Li abbiamo intervistati prima della loro esibizione fiorentina 

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Esce l’8 novembre il nuovo lavoro dei Bresciani Shapeless Void. Telema è costituito da quattro tracce e prosegue un discorso iniziato nel 2014 tra sonorità post punk e indie-pop, con molta attenzione per i suoni di una psichedelia dalle caratteristiche analogiche. La band, che ha registrato ai T.U.P. Studio di Brescia dietro l’assistenza esperta di Brown Barcella e Alessio Lonati, saranno tra gli ospiti della prima eliminatoria del Rock Contest Fiorentino, in programma oggi 3 novembre 2016 alle ore 21:30 presso il Combo Social Club di Firenze. Per conoscere meglio la loro filosofia e la loro idea di musica, li abbiamo intervistati per voi, prima della loro esperienza fiorentina.

Shapeless Void, soundcloud

Come è nato il progetto Shapeless Void, potete raccontarci sinteticamente le origini del progetto?

Shapeless Void è prima di tutto l’incontro tra Matteo Marcheselli e Marco Turra, rispettivamente, basso e chitara-voce principale. Dopo una serie di precedenti esperienze, il progetto trova la definitiva consacrazione con l’inserimento in gruppo, ad inizio 2014, di Diego Pellegrini alla batteria e Tommaso Gavazzi come lead guitar ed effettistica, che hanno contribuito a definire il percorso musicale che la band aveva in mente.

Cosa è cambiato dal primo Ep, Oberheim, fino alla pubblicazione del secondo lavoro intitolato Telema e registrato al T.U.P. studio?

Tante cose: sonorità, la modalità di scrittura delle canzoni, testi, arrangiamenti (l’uso in particolare dell’effettistica). Rispetto ad “Oberheim”, primo nostro lavoro di studio, con Telema abbiamo soprattutto voluto esplorare nuove sonorità. Ci siamo infatti addentrati molto più profondamente nella psichedelia e in quella vena “dark” che nel nostro precedente lavoro poteva solo essere colta in sottofondo, attraverso un massiccio uso di distorsori con delay e reverberi, senza tuttavia dimenticarci delle nostre origini pop.
Ci siamo divertiti a sperimentare parecchio per produrre qualcosa che rispecchiasse al meglio la nostra idea di musica anche attraverso un diverso approccio alla scrittura delle canzoni, più “comunitario”, grazie al quale i nostri pezzi rappresentano ormai la perfetta sintesi tra i diversi gusti e approcci che caratterizzano ciascuno di noi come singola persona.

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Entrare nel roster di VolumeUp Music Agency ha aggiunto qualcosa in termini di visibilità alla vostra musica?

Diciamo che ha sicuramente facilitato un processo di diffusione che era già in corso. La nostra collaborazione con VolumeUp Music Agency ci ha infatti aiutato a farci conoscere ad un pubblico più ampio e, in particolar modo, anche a quella nicchia difficilmente raggiungibile costituita dagli “addetti del settore”. Abbiamo uno stretto rapporto con Marco Obertini, co-founder insieme ad Ercole Gentile dell’agenzia, fatto che ci consente di coordinare al meglio il progetto, sia a livello musicale che mediatico.

Telema suggerisce numerosi percorsi e suggestioni. Dal concetto di desiderio e volontà dell’antica cultura greca fino alla filosofia elaborata da Aleister Crowley. Per voi che significato ha e come mai avete scelto questo titolo per il vostro secondo lavoro?

“Telema” è una parola che, prima di tutto, si pronuncia molto bene. È una parola fluida, semplice e scorrevole che, allo stesso tempo , richiama “al proprio interno Thelema”, la filosofia fondata da Aleister Crowley. Crediamo infatti che il processo di autodeterminazione di noi stessi sia a livello di gruppo, attraverso una profonda ricerca delle sonorità e delle atmosfere che meglio ci rappresentano, sia a livello di nostra maturazione personale, abbiano determinato un superamento, prima di tutto concettuale, rispetto al nostro precedente lavoro “Oberheim”.

Brown Barcella e Alessio Lonati hanno contribuito alla registrazione dell’EP ai T.U.P. studio di Brescia, con loro avete scelto la via analogica, come mai?

Il T.U.P. è uno studio fantastico, magnificamente equipaggiato ed accogliente. Lavorare con Brown ed Alessio è stato fin da subito facile: si è instaurato un bel rapporto con loro, oltre ad essere ragazzi molto disponibili e preparati, ci hanno dato molti consigli: capiscono subito se c’è qualcosa che che può essere migliorato, e ti aiutano subito a capire come farlo.
La scelta di registrare in analogico, marchio di fabbrica dello studio, è stata presa fin dall’inizio. Volevamo dare una sonorità forte e diretta al nostro Ep, intrappolare l’energia e le sonorità che riusciamo ad ottenere quando suoniamo “live” e fissarle su nastro. Senza contare che, esteticamente, adoriamo la patina retrò che il nastro è riuscito ad imprimere a “Telema”…

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Raccontateci il lavoro fatto con Francesca Morini che ha curato l’artwork di Telema

Francesca Morini e Francesca Iovene, che hanno curato l’artwork di Telema, sono soprattutto amiche. L’idea di collaborare con loro per il disco è nata in un momento in cui stavamo guardando le fotografie scattate da Francesca Iovene nelle grotte di ghiaccio della Patagonia e abbiamo pensato che tale paesaggio potesse rispecchiare appieno il lato dark-cold del nostro Ep. Perché la copertina abbracciasse anche le sonorità più psichedeliche in modo da avvicinarsi di più alla nostra estetica, abbiamo chiesto a Francesca Morini, che disegna splendide grafiche ad ispirazione delle copertine degli album più famosi, di distorcere la fotografia scelta con i lavori che più le sembravano adatti al nostro sound. La copertina di “Telema” è il risultato, un’altra volta, di un processo creativo collaborativo.

Il Rock contest Fiorentino è una delle più longeve ed efficaci manifestazioni legate alla musica italiana e ai talenti emergenti attive nella penisola. Cosa vi aspettate dalle eliminatorie e quanto è importante per voi partecipare ad un evento come questo

Innanzitutto per noi è motivo di grande orgoglio essere una delle 30 band selezionate tra centinaia di altri partecipanti. Ci aspettiamo molta competizione: abbiamo ascoltato alcune band selezionate, alcune di loro sono anche nostri amici. Sono tutti molto bravi e preparati, sarà molto stimolante confrontarsi con tutti.
La partecipazione a questo festival per noi è fondamentale: l’anno scorso ci eravamo iscritti, ma purtroppo non eravamo stati selezionati. Nonostante ciò, abbiamo continuato ad impegnarci sempre di più, con costanza e serenità, senza mai demordere. Quest’anno il nostro impegno ci ha ripagato, siamo stati selezionati: sappiamo che è una grande occasione per far conoscere il nostro progetto a persone interessate e competenti e, proprio per questo, daremo il meglio di noi.