giovedì, Marzo 4, 2021

Francesca Fabi – Le guide rock – Berlino (Arcana, 2012)

È nero, rosso e oro come la bandiera tedesca il libricino che Francesca Fabi ha scritto per la collana Le guide rock di Arcana, dedicandolo alla capitale della Germania (e, azzardiamo, dell’Europa dei giorni nostri). La bandiera si spalma su tutta la copertina e gli interni, disturbata unicamente dalla colonnina della quarta, dai credits di rito – titolo, autrice, nome della collana – da un’immagine stilizzata del Reichstag assediato da una folla oceanica e dalla lista delle voci di cui si compone ogni libro della collana Le guide rock: Ricordare / Dormire / Mangiare / Comprare / Vedere / Fare / Baciare / [mancano solo Lettera e Testamento] I luoghi storici / I live club / I negozi di dischi / Lo shopping alternativo. Il taglio del volumetto, va da sé, è rock bello peso, in stile Metal Machine Music. Non a caso l’autrice scrive su «Classix Metal» e si è fatta le ossa scrivendo su «Metal shock». Ciononostante, anche i fan del basso profilo bowiano o dell’Iggy Pop disintossicato potranno trovare consigli utili sfogliando queste pagine lucide e coloratissime. Fabi inanella un’introduzioncina dal titolo geniale – Il muro del suono – e alterna informazioni abbastanza superflue o passibili di cambiamento (le sitografie stampate son sempre campi minati) a riflessioni non banali sulla storia della città e sull’alternarsi degli artisti che vi hanno trascorso il loro “periodo berlinese”. A cominciare da Sua Maestà David Jones, che Arcana ha già omaggiato in odor di Berlino con la traduzione dell’imprescindibile testo di Thomas Seabrook, fino a Nick Cave o gli U2. La sezione Ricordare è una delle più riuscite, in quanto propone un indirizzario aggiornato dei “luoghi del rock”, raccontandone gli aneddoti pubblici – locali, studi di registrazione – e privati (il civico al quale vissero David e Iggy, quello a cui vive tuttora Landers dei Rammstein). Dopo un abbozzo di itinerario turistico chiavi in mano (48 ore a Berlino) la guida si appiattisce un po’ sulle solite cose (Dormire, Mangiare, Comprare…) e anche alla voce Vedere la Weltanschauung rock perde un po’ in smalto. Il librino rialza la testa con Fare – un elenco pressoché esaustivo dei locali e delle Kneipen dove ascoltare ogni tipo musica con un bicchiere in mano e un orizzonte temporale tendente all’infinito – mentre della voce Baciare, cioè tre posti in croce catalogabili come romantici o da lingua in bocca, si poteva tranquillamente fare a meno. Gran finale rockeggiante con una graffa di Canzoni per Berlino, alcune arcinote, altre meno… per scoprire le quali l’acquisto della guida risale in quota. Aiutino: per illustrare una delle canzoni c’è l’immagine imperdibile di Mick Jagger in drag. In conclusione, Berlino è una guida in puro stile Arcana-divulgativo, con un bell’apparato iconografico e il pregio non da poco di catturare al volo lo Zeitgeist.

Simone Buttazzi
Simone Buttazzi è nato a Bologna nel 1976 e ora vive in Germania. Si è laureato con una tesi sull’immagine-pulsione di Gilles Deleuze e le sue occorrenze cinematografiche. Dal 2002 lavora in campo editoriale come traduttore (dall’inglese e dal tedesco), redattore e consulente. In rete, oltre che su Indie-eye Network scrive per numerose testate di Cinema e Letteratura.

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