martedì, Novembre 30, 2021

Animal Youth – Animal: la recensione

Debutto per il trio Belga degli Animal Youth. Animal procede sotto il segno del post-punk anni ottanta, tra le lusinghe del synth rock, chitarre riverberate e una bassline riconoscibilissima, almeno per gli amanti del genere. Non sarà difficile proprio per questi, riconoscere il bacino di influenze della band, dal Dream Pop di Cocteau Twins alle atmosfere oscure dei Sad Lovers & Giants fino a quella formula sonora che dai Cure in poi, fuori dal solco della matrice originale, suona come una campana a morto in termini di originalità. Come se non bastasse, ci deliziano con l’ennesima cover Lynchiana, la donna nel radiatore già omaggiata dai Pixies. Fatte quindi le dovute riserve, il disco è godibile per un paio di ascolti, niente di più. 

Animal Youth, Feeling – il videoclip

Bruno Martini
Bruno: una laurea in scienze politiche, musica italiana tra gli ascolti principali, e un amore viscerale per tutte le british invasion

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