giovedì, Luglio 18, 2024

Addiction For Destruction – Neon Light Resurrection (R.W.A. Music Company, 2012)

Il nome è chiaramente ispirato al best seller dei Guns’n’Roses Appetite For Destruction, il genere suonato è altrettanto facilmente inquadrabile: sleaze/hard rock stradaiolo, sporco e vizioso. Vengono dalla Russia (Mosca per la precisione) questi Addiction For Destruction, e nel loro esordio mettono sul piatto una buona carica, una discreta dose di aggressività e una registrazione – finalmente – consona al genere suonato, ovvero diretta e senza tanti fronzoli ed abbellimenti inutili. Basta per dichiarare Neon Light Resurrection come il disco sleaze che gli adepti del genere aspettavano da tempo (per la precisione da quel Rest In Sleaze, esordio degli scandinavi Crashdiet, che una manciata di anni fa aveva dato il “la” al revival del genere)? Beh, non proprio. Manca ancora qualcosa a questa band per fare il salto di qualità definitivo. Le basi ci sono, date in primis da una convincente attitudine punk (mutuata dalla scena scandinava dei primi anni Novanta, Backyard Babies su tutti) che si affaccia prepotente nell’arco di tutto il disco e permette allo stesso di non farsi imbrigliare da certi clichè di genere che lasciano il tempo che trovano. Gli Addiction For Destruction, negli episodi più riusciti (la bella botta punk stradaiola del singolo Feelin’ Fine, il boogie mooolto Hanoi Rocks della title track, il ritornello appiccicaticcio di Rock’n’Roll To You, mettiamoci anche i due numeri sleaze My Resistance e Nervous Breakdown) sembrano uscire direttamente dal primo disco dei tossicissimi L.A. Guns, e questo crediamo sia il miglior complimento che si possa fare loro: peccato che il resto dei brani non sia così a fuoco, tra ballad che non convincono (Jaded Heart) e pezzi un pochino più melodici ma tutto sommato anonimi (On My Needle, Jane Is Insane). Ecco, se proprio dovessimo dare un consiglio, sarebbe quello di focalizzare il sound sul lato più “raw”, malizioso e sfacciato.
Li aspettiamo al banco di prova del secondo disco.

Denis Prinzio
Denis Prinzio
Denis Prinzio è bassista di numerose band underground ora in congedo temporaneo, scribacchino di cose musicali per sincera passione, la sua missione è scoprire artisti che lo facciano star bene.

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