domenica, Settembre 19, 2021

Allah-Las – s/t (Innovative Leisure, 2012)

Dio salvi Tarantino. Che non venga dimenticato che la sua opera artistica non si confini alla sola settima arte, ma che comprende anche la musica, il ripescaggio di generi perduti nella storia e afflitti da revival manipolati con suoni sintetici e infedeli. Gli Allah-Las forse si sono illuminati sulla via che porta al Titty Twister di Dal Tramonto all’Alba, schifando i rifacimenti della band di casa (i Tito & Tarantula), e seguendo pedissequamente le orme del regista americano attraverso le colonne sonore dei suoi capolavori: la perfezione cristallina del suono dei vinili di Dick Dale, dei Ventures, dei Lively Ones e delle centinaia di band che adesso popolano cofanetti celebrativi di quel magico periodo. L’eponimo debutto del quartetto californiano è un viaggio nel tempo quasi quanto l’ep d’esordio dei Tv Buddhas. La qualità delle registrazioni in questo caso è di fattura pregiata, ma la limpidezza delle chitarre elettriche, l’incessante ride della batteria che allinea il tempo delle composizioni con quello di un possibile viaggio sulla West Coast, l’ondeggiare delle linee di basso si lega con fedeltà a tempi passati con troppo rimpianto. La qualità a livello melodico inoltre offre possibili punti di vista: dall’impareggiabile strumentale di Sacred Sands, agrodolce e perfetta, si passa a episodi più duri come l’apertura di Catamaran, il surf di Sandy e Catalina, l’imprevedibile bossa acustica di Ela Navega su banali accordi. Il resto è fatto da canzonette bubblegum, quasi da sottofondo, sempre su un numero basso di bpm, seguendo i ritmi delle onde, i limiti di velocità ed il dolce incedere della marijuana. La fedeltà degli Allah-Las si vede anche dal fatto che, a differenza delle invasioni di campo dei nostrani Ray Daytona & the Googoobombos, si mantengono sempre su suoni puliti, senza abusare di fuzz né scadendo nel garage rock. Per questo potrebbero risultare eccellenti per contrasto su una scena di abominevole dissanguamento. Quentin, quando avrai in mente un’altro Grindhouse ricordati di loro.

 

 

 

Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

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