lunedì, Aprile 12, 2021

Altera – i love freak: la recensione

I Genovesi Altera usano il cut-up come strategia elettiva; brandelli poetici, estratti radiofonici, voci asincrone, citazioni storiche e segnali di una radiofonia lontana che sostituiscono le parti tradizionalmente cantate, lo hanno fatto con “Canto di Spine” coinvolgendo Franz Di Cioccio come produttore e ospitando Mario Luzi, Alda Merini, Paolo Fresu, Alessandro Quasimodo; lo fanno anche con questo “i love freak”, album interamente dedicato a Roberto “Freak” Antoni e che contiene l’ultimo brano effettivamente inciso dal musicista-poeta Bolognese intitolato “Par-lamento”.
Oltre a questo ci sono testi, interventi radiofonici e la voce di Roberto che emerge in ogni brano, tra cui l’interpretazione Whitmaniana di “O Captain! My Captain!”.

È un’operazione sicuramente sincera ed affettuosa ma che forse mostra la corda proprio quando “Freak” esce di scena, anche perchè la voce di Stefano Bruzzone ha una consistenza lirica sin troppo marcata e tradizionale rispetto alle asperità urticanti del compianto Skiantos, una qualità timbrica che rischia di vanificare la forza combinatoria dell’operazione, del resto basta ascoltare “Però quasi” che dalla sublime malinconia nazional-demenziale della versione originale condivisa da Roberto “Freak” Antoni con la voce strascicata di Luca Carboni, diventa quasi un pezzo nazional-popolare alla Ligabue, salvato in corner dalla forza surreale ed evocativa del testo. E se i frammenti recitati dalla splendida voce di Alessandro Quasimodo trovano una suggestiva atmosfera radiofonica d’altri tempi, come dice Freak, in generale forse era meglio preferire “la forza della dissonanza”.

Bruno Martini
Bruno: una laurea in scienze politiche, musica italiana tra gli ascolti principali, e un amore viscerale per tutte le british invasion

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