mercoledì, Luglio 24, 2024

English version, la nuova sezione di indie-eye.it dedicata alle recensioni in lingua inglese

Ricorrono spesso nelle recensioni dedicate alle band italiane che scelgono la lingua inglese frasi come “sound da esportazione, pronti per varcare il confine Americano, Pop Italiano dal respiro internazionale”. Ci siamo chiesti spesso se valutazioni di questo tipo fossero in realtà stimolate dalla voglia di credere che la produzione Italiana anglofona potesse competere con quella (per esempio) Svedese, per citare uno dei paesi che storicamente ha adottato la lingua Inglese quasi per partenogenesi, oppure se nascondessero un vago senso di inadeguatezza nei confronti di una scelta che paradossalmente nel nostro paese ha anche significato confinarsi in una strana pantomima dal sapore provinciale, tranne per rarissimi casi che hanno varcato i confini. Contraddizioni che non ci interessa risolvere in questa sede e che ci hanno spinto ad aprire una nuova sezione trasversale su indie-eye.it interamente sviluppata in lingua Inglese. Lo spazio sarà popolato da recensioni dedicate alla musica che si produce in Italia, ma non necessariamente cantata in lingua inglese, questo perchè siamo convinti che la parola sia uno strumento, tout court, e che non esista una lingua “perfetta” per la musica; prendiamo in prestito a questo proposito le parole di Tizio (Bob Corn) da un’intervista ancora inedita e che presto pubblicheremo qui su indie-eye.it (è in fase di editing):

“Chi di solito si lamenta dei miei testi, del mio inglese è italiano: “Tizio, si capisce benissimo che non sei madrelingua”… ma questa è proprio la cosa bella, perché ti esprimi in un modo che in genere i madrelingua non riescono a pensare e che quindi risulta immediatamente poetico. Quando ho incontrato il bassista dei Pogues gli ho chiesto “Posso cantare in inglese?”. Lui mi ha risposto: “Ma certo che puoi. Sai che i migliori poeti inglesi sono irlandesi?”. Credo che sia abbastanza chiaro quello che intendeva dire.

English version è quindi aperta a tutti i musicisti della penisola, in qualsiasi lingua, fonema, suono abbiano scelto di esprimersi. Apriamo con la recensione dedicata all’ultimo lavoro dei Movie Star Junkies, Son Of dust, curata da Fabiana Giovanetti. Per informazioni e per inviare materiale, approfittiamo per comunicare (lo faremo anche con una news preposta) il cambio di indirizzo di Indie-eye; la vecchia C.P. tenderà a scomparire entro il prossimo mese, il nuovo indirizzo della testata per l’invio di promozionali e materiale è INDIE-EYE | VIA DELLA QUERCIOLA N. 10 | 50141 | FIRENZE | ITALIA

Redazione IE
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