mercoledì, Settembre 30, 2020

Europavox– Clermont-Ferrand 23-25 Maggio 2013, il reportage completo

3 - RangleklodsDay 2: Il duo di Copenhagen Rangleklods, stasera dimezzato al solo Esben Andersen causa malore della singer Pernille Smith-Sivertsen, apre al Forum la seconda giornata, un piacevole crescendo nell’attesa dell’headliner incontrastato di questa edizione del festival, Amon Tobin. Responsabile assoluto di voce, synth e programming, Esben conquista subito il favore del pubblico con un mix di ambient e gravi, vibranti beats, spaziando tra i brani del primo disco Beekeeper e il nuovo EP Control. La sua interpretazione vagamente soul ricorda un How To Dress Well senza eccessi melodrammatici e con qualche momento di naiveté nelle liriche: “got drunk and lost attention”, canta Esben ad occhi chiusi zigzagando in solitudine sul grande palco semivuoto. L’orecchiabilità del singolo Clouds contagia la folla ed Esben porta a casa una splendida performance, marcando il ritornello (“I told you I was nothing but a heartbeat”) con decisione.

Segue l’eccentrico collettivo olandese Skip&Die. Olandese si fa per dire, nato com’è dalla collaborazione del produttore di Amsterdam Jori Collignon e la cantante e visual artist sudafricana Catarina Aimée Dahms, detta anche Cata.Pirata. Un album all’attivo registrato durante un viaggio in Sudafrica, Riots in The Jungle, gli Skip&Die fanno dell’incontro fra culture e stili il loro marchio di fabbrica. Testi in inglese, afrikaans, ahosa, zulu, spagnolo, portoghese e arrangiamenti che imbastardiscono hip hop, reggae, soul ed electro-rock. Il risultato è un miscuglio che a molti piace accostare a M.I.A. Cata.Pirata inscena uno spettacolo multicolor di grande impatto, tra stage diving, urla d’incitamento sopra le righe e ampie falcate da una parte all’altra del palco. Il gruppo funziona ed eccita il pubblico a dovere, introducendo ogni singolo brano con la sapiente disinvoltura di chi si appresta a interpretare il proprio pezzo forte. È forse questo eccesso di autoconvincimento e il generale mood casinista che disperdono la brillantezza dei loro pezzi più ricercati e polemici (Anti-Capitalista e Love-Jihad) lasciando un senso di spaesamento. Un mirabile caleidoscopio in attesa di assestarsi su una forma distinguibile.

5 - VillagersDai colori degli Skip&Die passo all’intimismo degli irlandesi Villagers, che guidati dal carisma (e l’irresistibile accento) di Conor O’Brien propongono un set di poco meno di un’ora tra i più convincenti dell’intero festival. In silenzio religioso, il pubblico francese pende dalle labbra di Conor, che presenta i nuovi brani di {Awayland} alternando piccole perle folk a tirate più tonanti e distorte come Never Arrived, perfette valvole di sfogo tra un brano acustico e l’altro. Il suo timbro acidulo, che in alcuni momenti di pathos mi ricorda il Tom Barman più romantico, si perde spesso in soavi armonie con il tastierista, dando prova di una duttilità cui i dischi non rendono sempre piena giustizia. Un set piacevole e istrionico (Conan introduce persino un brano ispirato alla defecazione) ben rappresenta l’Irlanda, paese “guest of honour” del festival per il 2013.

Di ritorno al forum mi imbatto in un tripudio nazionalpopolare, l’esibizione congiunta del giovane produttore e dj Mr. Nô, nativo di Clermont-Ferrand, e dell’iconico fashion designer Jean-Charles de Castelbajac. Supportati dal video artist Florian Cardinale, che instaura un dialogo scritto col pubblico a colpi di pennello, e da un corpo di ballo di ragazzine mascherate tra l’improbabile e il… saggio di danza di fine anno, il set electroclash dei francesi esaspera ritmi, linee e colori in uno spettacolo irresistibilmente trash.

Niente a che vedere con il lungo set a seguire del mago incontrastato dell’elettronica Amon Tobin. In molti si aspettavano il chiacchierato spettacolo multimediale ISAM 2.0, di scena recentemente in alcune location ad hoc per presentare l’omonimo album. L’organizzatore di Europavox in persona mi spiega non sarebbe stato possibile. L’installazione iperfuturistica di Isam, un lightshow di massima imponenza, richiede ore di preparazione e un palco illibato, senza artisti a precedere o seguire. Per questo Tobin a Clermont sbarca con un set (Two Fingers, dal suo side project nato nel 2009), che non ha proprio nulla di visivo (vediamo spuntare il suo cappellino un paio di volte soltanto dalla coltre di fumo) e investe solo ed esclusivamente sul suono. Quale suono? La combinazione violenta e micidiale di beats che contraddistingue l’arte tobiniana e tutto sovrasta. Il mostruoso campionario di rumori, found sounds e magie sintetiche di Tobin viene sfoderato al meglio, tramortendo un pubblico che risorge dal divertimento electropop del set precedente e si trasforma in guerriero. Drum & bass sbilanciata, in cui i colpi di basso sovrastano tutto e l’intensità del puzzle sonoro toglie il respiro. Ed è forse per il duro confronto con Two Fingers che il set di tarda nottata dell’orgoglio electro house di Francia, Vitalic Vtlzr, riesce sì nel trasformare il Forum in un gigantesco dancefloor, ma finisce per smorzare non di poco il galvanizzante effetto Tobin. Tra recidivi dj set minori del primo mattino finisce così la ‘nuit électro’ di Europavox. (continua nella pagina successiva…)

Giuseppe Zevolli
Giuseppe Zevolli
Nato a Bergamo, Giuseppe si trasferisce a Roma, dove inizia a scrivere di musica per Indie-Eye. Vive a Londra dove si divide tra giornalismo ed accademia.

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