Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Nuovo nome nel roster A Buzz Supreme, si tratta di Femina Ridens, progetto solista di Francesca Messina, artista con un passato ricco e proteiforme alle spalle, tutti i dettagli... 

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Nuovo nome nel roster A Buzz Supreme, si tratta di Femina Ridens, progetto solista di Francesca Messina, artista con un passato ricco e  proteiforme alle spalle, che include tra le altre cose l’esperienza nello showbiz musicale (Lady Violet) e la sua lunga frequentazione nel teatro, basterà citare a questo proposito la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 2004 con la compagnia della bravissima e compianta Barbara Nativi. Femina Ridens esordisce con il suo progetto solista il prossimo 11 marzo 2013 con A Buzz Supreme con un CD di otto tracce registrato presso gli studi di Niccolò Gallio e con la partecipazione di Massimiliano Lo Sardo al basso e al Synth; la masterizzazione è stata curata da Andrea Suriani presso gli studi Alpha Depth di Bologna. Francesca, oltre alla voce,  suona una moltitudine di strumenti convenzionali e non convenzionali, tra cui la Kalimba, la chitarra acustica e una stratocaster, il synth e una serie di ritmiche assortite, tutte quelle presenti nell’album.

Queste le note del comunicato stampa A Buzz Supreme: Femina Ridens si serve di suoni scarni, morbidi e analogici, immersi in ambientazioni iper-romantiche dove si infrangono assalti ritmici e tappeti elettronici. I suoi brani sono dilatati e distorti fino ad un punto di non ritorno, dove luce e oscurità si mescolano, ed è proprio su questo gioco degli opposti che si fonda questo album omonimo, le cui otto tracce si inseguono in una gara contorta di sensualità e rabbia. Avvicinandosi ai lidi nascosti della parola dove si rifugia la musica di autori come Juri Camisasca e Cristina Donà, la sua musica  si nutre di emozioni contrastanti, di ambiguità fatta di attrazione e repulsione, espresse con forza nella vocalità e nelle liriche, scritte per lasciare aperta l’interpretazione e significare molte cose. Femina Ridens scarta i toni piagnoni, ripudia la vena nostalgica e la deriva rozza  e amara troppo in voga nell’ indie italiano. Il fallimento -quando viene affrontato- in brani come l’esuberanza o ciò che non hai fatto, è un punto di partenza per raccontare una storia  con un bagaglio emotivo enorme. Si cerca di raccontare l’indescrivibile, concentrandosi sul momento prima della fine, sullo slancio, sulla tensione, sullo stato emotivo che precede l’azione. Le sue canzoni sono giochi di specchi in cui ritrovarsi, tra scelte obbligate e tentativi di evasione; tra ricerca del sublime e linguaggio mainstream dove chi ascolta può ricordare se stesso; in quelle relazioni ansiose, fatte di evidenti e tacite contraddizioni, dalle quali nessuno può scappare.