lunedì, Maggio 23, 2022

Heartsrevolution – Ride or Die: la recensione

Nuova linfa arriva dagli Heartsrevolution con il loro primo disco Ride or Die, edito da Kitsuné dopo una sequela di Ep e un singolo solo, il monotono Ultraviolence. La formazione della moretta Leyla “Lo” Safai e del polistrumentista Ben Pollock arriva alla prova sulla lunga distanza attraverso un fortunato ripensamento della loro idea di gruppo. Definiti come il modello del moderno gruppo pop, dopo un pellegrinaggio di sei anni riesce a differenziarsi dal resto delle altre formazioni grrl pop tramite un arricchimento pomposo degli arrangiamenti: synth ormonali, batterie sincopate da rock epico e la personalità della cantante losangelina, cifra stilistica in più. Mentre nei precedenti episodi il gruppo poteva essere un emulo convenzionale dei Crystal Castles, adesso i conigli e gli unicorni del packaging del disco sono anche dentro le canzoni. Un pop giocattolo, ma non certo realizzato con tastiere per bambini, piuttosto legato alla moderna idea di game: spaziale, coinvolgente, moderno, in corsa verso il domani.

Lo si sente subito dall’apripista Iscream Bombs, manifesto di questa distruzione rosa dei canoni convenzionali delle sonorità pop. Digital Suicide è la folle corsa di un Transformer su piste giapponesi notturne, come pure Kill Your Radio. Ad ogni angolo appaiono bonus, bombe color confetto per far esplodere la quotidianità, raggi laser che corrono sul manico e sul corpo di una chitarra di plastica glitterata. A tratti durante il disco rientrano in gioco le chitarre, intervallando i momenti di solitudine tipica della massa moderna. Ma spesso proprio questi strumenti a corda danno la maggiore spinta verso il baratro, come ai cancelli del paradiso di Heaven’s Gate. Da evidenziare il momento fuori dal coro (Phantogram + Daft Punk +  Justice) di Final Destination, hit speriamo celebrata come singolo nel prossimo futuro. Gli Heartsrevolution si dimostrano solo oggi come un gruppo che vale, trasformando il capitale di hype di cui sono stati investiti in un progetto che, almeno in questo primo disco, funziona davvero.

Elia Billero
Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

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