giovedì, Dicembre 1, 2022

Motorhead – The World Is Ours – Vol. 2 Anyplace Crazy As Anywhere Else (EMI, 2012)

We are Motorhead, and we play rock’n’roll. Questo c’è scritto nel booklet del DVD, questo dichiara Lemmy all’inizio ed alla fine di ogni loro concerto. Davvero, mai come in questo caso la recensione potrebbe finire qui. Cos’altro bisogna aggiungere infatti, che cosa dobbiamo dire ancora di un gruppo semplicemente mostruoso, che da più di trent’anni porta avanti in maniera fiera ed incompromessa la propria idea di musica? I Motorhead sono un’icona, certo. Sono una delle poche big rock bands rimaste, ma non solo. L’importanza di questo gruppo sta tutta nell’aver fatto incontrare due mondi che inizialmente si guardavano in cagnesco (il punk ed il metal) unendoli sotto la bandiera dell’high energy rock’n’roll. La band guidata dall’ex Hawkwind Lemmy Kilmister è la prima ed autentica idea di crossover nella storia del rock.  The World Is Ours – Vol. 2 Anyplace Crazy As Anywhere Else (dal lussuoso formato di doppio cd più dvd) raccoglie varie performances, prima fra tutte quella al Wacken Open Air Festival in Germania dell’Agosto 2011 (completano il tutto due estratti da Rock In Rio – Brasile e Sonisphere Festival in UK). Davanti ad una folla sterminata ed esultante le tre vecchie canaglie (completano la formazione l’ormai storico chitarrista Phil Campbell e Mickey Dee) infilano una dopo l’altra 17 bombe di rock’n’roll pestone, veloce e senza fronzoli: tra classici del repertorio (Iron Fist, Going To Brazil, The Chase Is Better Than Catch) e brani più recenti (Get Back In Line, In The Name Of Tragedy) fino a chiudere con tre pezzi che hanno fatto la storia: Bomber, con tanto di bombardiere luminoso sorvolante sopra le loro teste, Ace Of Spades e Overkill. C’è tutto quello che ogni amante del rock più rumoroso e tamarro possa desiderare, compreso un travolgente assolo di batteria. Lemmy, nerovestito con cappello da cowboy, se ne sta al centro del palco sferragliando implacabile con il suo fedele Rickenbacker. Insomma, è solo rock’n’roll, ma a noi piace.

Denis Prinzio
Denis Prinzio
Denis Prinzio è bassista di numerose band underground ora in congedo temporaneo, scribacchino di cose musicali per sincera passione, la sua missione è scoprire artisti che lo facciano star bene.

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