mercoledì, Gennaio 27, 2021

Underground Railroad – White Night Stand (One Little Indian 2011)

Nuovo album per gli Underground Railroad, trio importato dai sobborghi parigini, piú cupo e introspettivo del precedente Sticks and Stones e con una claustrofobia programmatica introdotta sin dall’artwork dell’album con un manichino adagiato sul letto, immerso nell’oscurità dello sfondo. Fanno il resto una serie di riferimenti dedicati a David Lynch, al cui immaginario la band si è ispirata senza nasconderlo, facendo coincidere i titoli della tracklist con quelli di alcuni episodi di Twin Peaks;  The Black Widow, The Orchid’s Curse e Traces to Nowhere. Gli Underground Railroad si installano a Londra facendosi rapidamente un nome grazie ad una serie di concerti  a fianco di band come Blood Red Shoes, Dinosaur Jr e Ladyhawke. Il primo demo, Twisted Trees, viene prodotto nel 2007 dalla One Little Indian, che li ha portati a produrre  Moving the Mountain e Sticks and Stones e questo White Night Stand. L’impianto base degli Underground Railroad è un garage blues contaminato dall’uso di synth e tastiere dove si passa da episodi più vicini a certa psichedelia mantenendo un’approccio di tipo ipnotico e ossessivo come si evince da episodi come Lucky Duck, pezzo industrial dalla forza meccanica ed alienante. L’influenza lynchiana si affaccia nuovamente con quel mood tra malinconia e Jazz minimale in brani come The Orchid’s Curse e nelle ballads Rude Awakening e Traces to Nowhere.  Album introspettivo, tra ipnosi e fascino oscuro, White Night Stand è un’interessante passo in avanti per gli Underground Railroad.

Fabiana Giovanetti
Giovane senza patria, Fabiana si definisce una scribacchina in erba, ancora acerba ma con armadi pieni di sogni scarabocchiati su post-it colorati. Vive in Inghilterra e ci lavora, frequentando l'ambiente discografico

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