We Are Twin – Xtra Love: la recensione

Altre cover story

Anche negli USA, patria delle mini-etichette e dei colossi discografici, c’è la possibilità di emergere con un’autoproduzione. Certo, è tutto più facile quando ci si chiama We Are Twin. Il duo di Brooklyn, composto dal multistrumentista e produttore Nicholas Balachandran e dalla newyorkese Gabi Christine, esteso oggi anche a  Zackary Smith (basso, voce e tastiere) e a Justin Frazier (batteria) ha già un Ep eponimo all’attivo, molto diverso da Xtra Love, l’approdo uscito da pochi giorni con 10 tracce inedite. Il paragone per questo traguardo lo si può fare con i Gossip: Music for Men fu per loro una tappa fondamentale, la svolta pop intelligente.

Xtra Love condivide in parte le premesse di Music for Men: il pop con le chitarre svoltato sulla dance, una voce fuori dal normale (Gabi Christine ha un tono da soul singer, piacevolissimo), una struttura pop di tutte le canzoni. In più c’è da aggiungere un gusto tutto a stelle e strisce sul missaggio: pompati i bassi, compressioni a mille. Si sentono echi lontani dei Crystal Castles, riprese molto più vicine della Lady Gaga fortunata, un semi plagio delle Pussycat Dolls (No Matter What It Takes ha l’attacco pari pari uguale a Jai Ho). Ma il paragone più completo è con i Ting Tings, per la svolta electro-pop, anche se i We Are Twin guadagnano in completezza: sono coperti sul fronte dell’appeal pop, della struttura melodica, persino della cantante, da sempre una falla nei gruppi degli esordi. Che altro dire: ce ne fossero. Migliori tracce gli estremi Baby Please e Running in the Sun, la soul Xtra Love e la pop pop pop Come Alive.

Elia Billero
Elia Billero
Elia Billero vive vicino Pisa, è laureato in Scienze Politiche (indirizzo Comunicazione Media e Giornalismo), scrive di dischi e concerti per Indie-eye e gestisce altri siti.

Ultimi articoli in evidenza

LongLake Festival 2026: il Buskers come geografia mobile delle culture urbane

Nella settimana conclusiva del LongLake Festival, Lugano affida gran parte della propria identità temporanea al linguaggio storicamente più nomade delle arti performative: quello del busking. Dal 22 al 26 luglio il centro cittadino ospita quaranta artisti provenienti da quattordici paesi, in una configurazione che si avvicina più a una mappa di circolazione culturale che a un cartellone tradizionale.

INDIE-EYE SHOWREEL

spot_img

Articoli Simili