Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

The Sunny Side of the Dark Side, splendida raccolta Spittle Records dedicata al genio di Maurizio Marsico. Personaggio proteiforme, autore di colonne sonore, architetto sussurrante, sperimentatore ludico, Post e Neo-Modern, veni, video, vici e molto altro 

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Maurizio Marsico è un personaggio proteiforme e instancabile.  Basta pensare che nel settembre 2005 fonda la prima rivista ad occuparsi in Italia e in tempi non sospetti di Serie televisive. Series, secondo le dichiarazioni di Marsico rilasciate in quegli anni, si rivolgeva ad un genere in costante crescita (e ci aveva visto giusto) tentando una tassonomia istantanea dello scibile televisivo che arrivava principalmente dagli Stati Uniti, mentre guardava con sospetto la fiction italiana, ancora troppo acerba e ferma a standard di retroguardia. Ma l’oggetto della raccolta Spittle Records con note critiche curate da Christian Zingales, è un Marsico ancora più visionario, quello della sperimentazione musicale anni ’80 a nome Monofonic Orchestra, The Space Boys, Fontana e Frisk the Frog, quello dell’amicizia con Stefano Tamburini (Ranxerox insieme a Tanino Liberatore) che dette origine ad una serie di perle leggendarie e “mai ascoltate”, finalmente disponibili all’interno di questa ‘The Sunny Side of the Dark Side‘; successi, inediti e outtake per conoscere un artista senza paura che nel 1999 mise insieme Steve Piccolo, Rhys Chatham e Giulio Capiozzo per “sonorizzare” uno dei primi film “lunghi” (65 min) di David Cronenberg, originariamente senza dialoghi. Per quell’esperienza il nostro utilizzò il film con l’autorizzazione esplicita del cineasta canadese, usando le immagini di “Stereo” come colonna visiva, una sorta di rapporto invertito tra musica e immagini. 

Visionario, visionario Marsico e già autore di colonne sonore nel 1986, sono infatti sue le musiche per Mefisto Funk, dove alla voce compare Andrea Tich, già piccolo grande eroe della Cramps Records. Il film di Marco Poma, in linea con le scelte pionieristiche di Marsico, raccoglie l’eredità di Roberto Gavioli, dell’Antonioni di Oberwald e viene girato interamente in Betacam con l’ausilio di un Paint Box in post produzione, a sintesi dell’era “pittorica” dei videoclip, da Ashes To Ashes in poi (Bowie/Mallet sono i primi ad utilizzare un prototipo di Paintbox, prima ancora che la BBC lo adottasse massivamente per la seminale Painting With light).

Una sintesi tra pittura, arti visive, video e design che attraversa tutti gli anni ottanta e che è ben sintetizzata dalla clip davvero pionieristica realizzata nel 1982 a nome Frisk the frog, a cui si ispira il grande Massimo Mattioli per un fumetto pubblicato su Frigidaire, di cui si possono vedere immagini ed estratti, con tanto di logo “Galvani productions”, sei anni prima che il fumettista italiano realizzasse il video di Change his ways per Robert Palmer
Marsico dimostra di essere nel luogo giusto al momento giusto e l’anno successivo, per rimanere nel campo delle suggestioni visive, partecipa alla compilation della Ariston curata da Alessandro Mendini, architetto notissimo che gravita intorno alle sperimentazioni di Occhio Magico (il geniale Giancarlo Maiocchi). Mendini scrive i testi di “Architettura sussurrante” e ad interpretare un brano, oltre a Matia bazar e Magazzini Criminali, compare anche Maurizio Marsico con “Arredo vestitivo” 

Spittle Records in rete

Frisk the frog Rap’n roll 1982

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.