Sleeping People: Growing

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sleepingpeople.jpgDescritti come un “piacevole mal di testa” e fautori di un live sicuramente ad alto impatto catartico, gli Sleeping People si ripresentano sul mercato con un secondo disco per la gloriosa Temporary Residence ad un paio di anni di distanza dal primo omonimo sempre per la stessa etichetta.
Il piacevole mal di testa continua su Growing, ma purtroppo in alcuni episodi si trasforma in noia tout-court.
Già. Perché essere un gruppo strumentale che costruisce le canzoni in cui la guida è un riff di chitarra freddo ed angolare, dove la tensione iniziale crescente viene più volte piallata su un inutile plateau che dura fino alla fine del brano, non è certo l’ideale per rendere Growing un disco memorabile.
Le buone idee vengono a galla nei momenti in cui gli Sleeping People abbandonano le scalette progressive per lasciarsi andare a fraseggi post-rock più ariosi o a tocchi acidi. Ma sono solo brevi attimi, interrotti da una chitarra che col passare dei minuti acquista sempre di più l’espressività melodica di un codice Morse punto-linea-punto che scandisce il tempo che manca alla fine del disco.
Con queste premesse è quasi naturale che il cameo vocale di Rob Crow che compare all’improvviso sull’ultima traccia venga accolto con sorpresa e sollievo. La voce di Crow, ottima per “completare” il brano, da’ infatti la prova di come potrebbero essere gli Sleeping People se dimostrassero la loro abilità tecnica non solo attraverso l’incastro ritmico e un’ostinata ripetizione di mini-riff impersonali , ma anche attraverso la ricerca di armonie soft fra le due chitarre e il gusto della contaminazione dei generi, come fanno i progenitori Don Caballero o i nostri eroi nazionali Rosolina Mar.
Gli spunti per un buon disco ci sarebbero, ma forse gli Sleeping People li hanno tenuti nel cassetto in previsione di non si sa bene cosa.

Pekkla
Pekkla
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