Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Tornano The Cyborgs con il loro hard blues tellurico, questa volta contaminato da un'estetica sci-fi anche nei suoni. Extreme Boogie porta alle estreme conseguenze il lavoro introdotto dai dischi precedenti pubblicati dal duo romano, consegnandoci un blues infernale, temprato a fuoco, ma irresistibilmente selvaggio 

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Sono tutto meno che robotici The Cyborgs, duo di bluesman romani di nascita e sudisti nell’anima, noti per essersi calati nei panni di due creature inumane vestite di nero, nascoste da una maschera per saldatori e capaci di esprimersi solo attraverso il linguaggio binario (Cyborg Zero e Cyborg One).
Nel 2012, ad un anno di distanza dall’uscita del loro primo album, li avevamo incontrati, e nell’arduo tentativo di intervistarli ci eravamo fatti travolgere dal loro blues tra ZZ Top e David Lynch. Con Electric Chair, il successivo lavoro pubblicato nel 2013 sempre da INRI, avevano confermato questa ibridazione elaborando un hard blues temprato a fuoco, pronto per esser lanciato su autostrade infernali.

Extreme Boogie è una dichiarazione di guerra sin dal titolo, tredici nuove tracce che mettono insieme la precisione millimetrica del duo nel creare mostri sonori taglienti e abrasivi mentre a poco a poco l’assetto simmetrico dei pezzi viene spazzato via da un’incedere animalesco e selvaggio. È un album maggiormente legato alla dimensione live nonostante sembri suonare più elettronico (SOS su tutte) perché la gamma sonora si è allargata di pari passo con la dotazione strumentale, ma Cyborg One, che da sempre suona la batteria, il basso, le tastiere, il piano tutto da solo, a questo giro oltre ad uno strano relitto a tre corde, attiva con i piedi una serie di dispositivi elettronici che utilizza in modo del tutto istintivo, mantenendo quello spirito guascone e stradaiolo che contraddistingue il suono di questi due straordinari musicisti.

Scelti da Bruce Springsteen per aprire il suo Wrecking Ball Tour i nostri realizzano il loro lavoro più ricco, capace di rinnovare l’amore per gli standard con una concisione potentissima, concedendosi aperture psichedeliche (Plug me), escursioni rock’n’roll (Cadillac), derive tra noise-metal e ritualistica voodoo (la potentissima Oxyehho), accentuando quell’elemento sci-fi che era sempre stato latente nel suono ed esplicito nel look.

Conviene recuperarli dal vivo; al momento di scrivere The Cyborgs stanno concludendo un lungo tour di date che da aprile li ha portati in mezza Inghilterra, in Svizzera, in Francia e in Germania per chiudere con una serie di date spagnole dal 19 al 25 settembre 2015. Se capitate da quelle parti, non perdeteli.

The Cyborgs dal vivo

19-set ES Asturias AMC Bocanegra
22-set ES Santander Almacen Little Bobby
23-set ES Burgos Estudio27
24-set ES Bilbao Kafe Antzokia
25-set ES Vitoria-Gasteiz Helldorado

The Cyborgs
Extreme Boogie

INRI, 2015 | blues | hard blues | sci-fi
TRACKLIST:

I'm just a cyborg and i don't believe in god | Extreme boogie | Yes i'm right | bee leave me | cadillac | SOS | spanish is sexy | Plug me | up down left right | cyborg boy | oxyehho | zero blues | game over

 

Michele Faggi

Michele Faggi

Michele Faggi è un videomaker e un Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana. Si occupa da anni di formazione e content management. È un esperto di storia del videoclip ed è un critico cinematografico regolarmente iscritto al SNCCI. Scrive anche di musica e colonne sonore. Ha pubblicato volumi su cinema e new media.