Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Cuore Amore Errore Disintegrazione è un’opera complessa, probabilmente la più ostica fra quelle partorite dal duo piemontese. È un album dalla struttura densa, tanto pieno di riflessioni che diramano dalla trama principale quanto potrebbe esserlo un romanzo di Fëdor Dostoevskij scritto con il linguaggio di James Joyce 

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Squame gialle, nere e prestiti dai rettili, pavimento il mangiandosi, del resto angoli e soffitti, mentre sconfitti i nascondigli con sguardi che trapassano i tetti, i cieli, i davanti, i dietri, sono due occhi fiammeggianti enormi, veloci come timori, immensi come mondi che ci si inventa noi da soli, come soffio, coda e spine, in grado di vedere me, mediante gli occhi e gli atti di una popolazione immaginata, istantanea, con le caratteristiche filtrate del signore oscuro.”

In Cuore Amore Errore Disintegrazione – sesto album dei piemontesi Uochi Toki uscito il 17 settembre 2010 per La Tempesta Dischi – i riferimenti alla narrativa fantasy si moltiplicano e Napo diventa uno stregone che tenta di far luce sull’oscurità dei rapporti umani per mezzo delle arti magiche. Il linguaggio, già in passato propenso alle divagazioni ipertrofiche, cede del tutto alla fascinazione dello stream of consciousness e si fa ancor più destrutturato e modernista. L’esperienza maturata nel precedente Libro Audio ha dato i suoi frutti: in quest’opera come non mai i piani del reale e dell’immaginario convivono e si intersecano. La differenza rispetto al predecessore è che stavolta Napo scandaglia a fondo i propri pensieri e quelli dei suoi interlocutori nel momento stesso in cui si formano, ne analizza il significato più profondo, ne estrapola i perché e i percome. Il risultato è una sorta di meta-conversazione che vorrebbe porre ordine nella realtà pluriframmentata della mente umana. Gli incantesimi e le formule scoperchieranno invece un vaso di Pandora, che racchiude in sé ogni possibile interpretazione di quanto comunemente intercorre fra due persone di sesso opposto ed è identificato dalla parola amore. Alle volte l’idea si presenta in forma stereotipata, schiava dei condizionamenti esterni, come quelli che può subire una ragazza superficiale seduta in un bar o in una discoteca. Altrove incarna il pensiero astratto e cerebrale di Napo. In rari casi può persino assumere la fisionomia semplice di una conversazione telefonica fra due vecchi amici. Comunque sia, da questa mistica inchiesta socio-psicologica a metà fra esperienza vissuta e immaginazione non ne escono bene le donne, non escono bene gli uomini, e non ne esce bene nemmeno Napo. Schiacciato dalle dimensioni titaniche dell’impresa in cui si è imbarcato, soccomberà al nervosismo e all’emicrania.

Smetti di giocare al piccolo ermetico, approfondisciti e spiegalo questo imprendibile! Ma cosa vuoi spiegare? Il mondo onirico a parole in modo univocamente comprensibile?

Nonostante l’apparente consequenzialità delle vicende narrate (Napo sta sognando, si sveglia a Lubiana dopo un concerto e rimane affascinato da una ragazza slovena che incontra per strada, tornando in Italia si ferma all’autogrill e osserva una scolaresca di ragazzine minorenni, riceve la telefonata di un’amica, torna a casa, riceve la visita di un amico e discute con la sua ragazza, entra in un bar e litiga con una ragazza, prende il treno e litiga con una ragazza, va in discoteca e litiga con una ragazza, si sveglia con il mal di testa e per un attimo si convince di credere in Dio, analizza i molteplici risvolti della parola “adesso”), sottolineata anche dai titoli delle canzoni che formano un’unica, lunghissima frase, Cuore Amore Errore Disintegrazione è un’opera complessa, probabilmente la più ostica fra quelle partorite dal duo piemontese. È un album dalla struttura densa, tanto pieno di riflessioni che diramano dalla trama principale quanto potrebbe esserlo un romanzo di Fëdor Dostoevskij scritto con il linguaggio di James Joyce.

In accordo ad un universo lirico così ricco, la musica raggiunge nuove vette sperimentali. Messo da parte il sound violento e diretto di Libro Audio (che qui ritorna solo nel pop di mi basta udire voci lontane per sentirmi a casa ovunque o nel beat industriale di permettendomi artifici spontanei), la composizione delle basi segue lo stesso iter decostruttivista che ha portato alla stesura dei testi. I campioni stavolta non vengono estrapolati da dischi altrui, come la tradizione hip hop richiederebbe. Sono frammenti suonati da strumenti reali, che Rico ha selezionato tra quelli registrati al suo Fiscerprais Studio nell’arco degli ultimi due anni. Altri provengono da sessions effettuate per l’occasione, a cui hanno preso parte Bruno Dorella (batteria), Lucio Corenzi (contrabbasso) e Alessio Bertucci (Sitar). Il risultato è qualcosa di inedito, per gli Uochi Toki così come per chi ascolta. Una musica che non può non riportare alla mente l’approccio degli Autechre e della IDM nel suo complesso, ma che al contempo vive di una propria originalità totale, come se fosse stata concepita in un ambiente asettico, inaccessibile a qualunque forma di influenza esterna. Possiamo quasi parlare di meta-musica, considerato che il metodo compositivo esula ormai totalmente dall’hip hop stesso: concettualmente è assimilabile al cut-up, mentre a livello sonoro si avvicina semmai a certa ambient. Gli Uochi Toki sembrano sempre meno un gruppo nel senso comunemente inteso del termine, e sempre più due persone che seguono traiettorie autonome e parallele. Eppure, come la matematica ci insegna, due rette all’infinito finiscono sempre per incontrarsi. Così accade anche qui, con risultati sorprendenti. Signori, Cuore Amore Errore Disintegrazione è certamente una creazione difficile da interpretare. Richiede numerosi ascolti soltanto perché si cominci ad apprezzarla. Ma se saprete intuirne il potenziale e avrete pazienza fino alla fine, si rivelerà un’esperienza più che appagante.

Uochi Toki
Cuore Amore Errore Disintegrazione

La tempesta dischi, 2010 | hip hop | rap | elettronica | sperimentale
TRACKLIST:

Appena risalito dall'abisso | mi sveglio da straniero in un luogo mai visto prima, tuttavia | dato che per me è naturale trovarmi spaesato nei non-luoghi | mi basta udire voci lontane per sentirmi a casa ovunque |permettendomi artifici spontanei | gettandomi in ambigue immedesimazioni non richieste ma richieste | violando le conseguenze che la violazione dei sacri limiti tra due persone comporta... | ...no, sto sbagliando in qualcosa, il nervoso ed il quieto si alternano freneticamente | dando origine al più incomprensibile dei mali | che mi esaspera fino ad esplodere la realtà in molteplici "adesso".

 

Federico Fragasso

Federico Fragasso

Federico Fragasso è giornalista free-lance, non-musicista, ascoltatore, spettatore, stratega obliquo, esegeta del rumore bianco