Indie-eye – VIDEOCLIP – Storia e Critica dei Video Musicali

Dal 4 al 7 agosto a Volterra presso la storica piazza dei Priori si è tenuta la prima edizione del Volterra Live Music Fest, manifestazione dedicata alla diffusione e alla valorizzazione della musica italiana che è riuscita a portare grandi nomi nella città toscana. Il report completo di Virginia Villo Monteverdi 

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Volterra Live Music Fest è una creatura dell’associazione culturale musicale La Tana del Bianconiglio, realizzata insieme all’etichetta discografica Phonarchia Dischi in collaborazione con il Comune di Volterra. Insieme al festival si è tenuto anche un concorso, Rock a Priori, che per le serate del 4, 5 e 6 ha portato sul palco giovani artisti emergenti, dando loro spazio e possibilità di far conoscere e premiare la loro musica inedita ed è proprio con questo che si è aperta la prima serata del festival, che ha visto sul palco quattro degli otto gruppi selezionati provenienti da tutta Italia: i Bufera, gruppo post punk – noise da Pontedera, la cantautrice pugliese Mezzania, i Surfin’ Monkeys, band rock-hardcore da Arezzo e il gruppo rap – hip hop Toscana Sud da Montepulciano, già visti alla Festa della Musica di Chianciano Terme,  che si sono lanciati sul palco mascherati da animali generando curiosità nella folla. Non è un caso che il combo rap toscano abbia vinto la serata, insieme ai  Surfin’ Monkeys entrambi ospiti della finale del 6 agosto.
Subito dopo la conclusione della sfida tra gli emergenti la serata è proseguita con i due artisti ospiti del festival: Eugenio Rodondi e Giovanni Truppi. Serata quindi tutta cantautorale quella del 4 agosto. Rodondi ha scaldato il palco con il suo incredibile romanticismo poetico e mai banale, leggero e profondo allo stesso tempo, accompagnato da musicisti bravissimi che non hanno mai perso un colpo. I pezzi del suo ultimo lavoro Ocra hanno decisamente sciolto gli ascoltatori e in particolare il pubblico femminile.  Giovanni Truppi, musicista impeccabile, tecnicamente perfetto ha riempito la piazza con il suo live esplosivo tra schizofrenia, pennellate punk e quella violenza nella scrittura dei testi che insieme ad una tendenza spiccatamente surreale, contraddistingue la sua produzione. I due artisti hanno creato un bellissimo contrasto ed entrambi sono riusciti ad avvicinare, a far partecipare e incuriosire attivamente il pubblico della piazza, non estremamente numeroso e talvolta di passaggio.
La seconda serata del festival è andata decisamente meglio grazie ad un pubblico più numeroso ed attivo. Il contest per le band emergenti ha aperto le danze con gli Audiotape, gruppo post punk-rock di Prato, Luci di Wood, gruppo rock elettronico di Pisa, La Scala Shepard, gruppo indie-folk da Roma, e gli indie tropicali Dagomago di Torino, vincitori dell’Arezzo Wave 2015 come “Best band”. Anche per questa serata la giuria tecnica ha selezionato due vincitori: La Scala Shepard e i Dagomago, scelta assolutamente condivisibile, soprattutto per la presenza scenica coinvolgente, per la compattezza di esecuzione e per la precisione tecnica, anche se tra i due, forse Luci di Wood si sono distinti per una maggiore originalità
A seguire sul palco del Volterra Live è arrivato il primo ospite della serata, il giovane cantautore di Vetulonia, Lucio Corsi. Si è presentato con il suo poncho di velluto rosso che spesso lo accompagna nei live, insieme al suo spettacolo che, chi ha già visto, ha imparato a conoscere divertendosi. Lucio sembrava più spento del solito, ma a parte questo ha saputo far sorridere e divertire il pubblico che lo acclamava a gran voce, presentando pezzi nuovi insieme alle altre sue surreali canzoni come Cocomero, Le api, Soren e Altalena Boy. Ovviamente Lucio non si è dimenticato di raccontare al pubblico (con la sua flemma naÏf) quanto sia brutta la tuta dell’Errea o Erreà, o di chiedersi se è possibile realizzare canzoni che sia possibile ascoltare solo in determinati periodi dell’anno, oltre a cimentarsi nell’esecuzione di un pezzo nuovo senza melodia, così senza rete, come se fosse una poesia.
Subito dopo l’eccentrico e fanciullesco Lucio sono saliti sul palco i Venus in Furs e la piazza si è scatenata in un pogo selvaggio e rock. La band è stata particolarmente carica e coinvolgente quella sera, e Giovanni alla batteria ha dimostrato tutto il suo groove. Degne di nota l’esecuzione di Anita, Giulio e Cecilia e la famiglia, pezzo che live è sempre esplosivo.
La terza serata del Volterra Live ha decretato il vincitore del concorso Rock a Priori: sul palco si sono sfidati i Toscana Sud, i Surfin’ Monkeys, i Dagomago e La Scala Shepard, vincitori assoluti del concorso.
La serata conclusiva si è rivelata tutta al femminile. Si sono esibite le Fede ‘n’ Marlen duo folk-pop da Napoli in tour con il loro ultimo lavoro, Mandorle. Bellissime e bravissime hanno scaldato il pubblico con pezzi folk in italiano, dialetto napoletano, siciliano e spagnolo, con chitarre acustiche, shaker minimali, fisarmonica e armonizzazioni vocali. Le ragazze sono riuscite a trasportare la piazza in atmosfere esotiche e lontane, tra il mito ancestrale di brani come Coralli e la malinconia agguerrita e tutta femminile di pezzi come Fragile. Il pubblico era rapito e affascinato e si è lasciato condurre in una danza folk su quasi ogni brano, mentre le ragazze sono state in grado di tenere sempre alta l’attenzione, senza indugi e con una frizzante complicità.
Dopo Fede ‘n’ Marlen è stato il momento dell’esibizione della cantautrice pop Chiara Dello Iacovo, altro nome molto noto all’interno del festival, “Premio miglior esibizione Live” e “Premio della Sala Stampa – Lucio Dalla” a Sanremo Giovani. Sola, minuta con una chitarra e un pianoforte Chiara ha condotto la serata con grinta, ingenuità e simpatia proponendo pezzi dal suo disco d’esordio, Appena sveglia, di cui interessante è stata l’interpretazione, in particolare per La rivolta dei numeri e Introverso. Con Chiara la piazza si è riempita moltissimo e l’attenzione è rimasta sempre alta, nonostante la bassa temperatura e il vento forte che ha soffiato tutta la sera.
L’ultima serata del festival, il 7 agosto, ha visto due grandi nomi sul palco: il cantautore milanese Calvino e la band di Montecastelli Pisano, gli esplosivi Etruschi From Lakota, da poco usciti dallo studio di Phonarchia Dischi per la registrazione del loro terzo album. Calvino ha aperto la serata presentando pezzi dal suo ultimo lavoro, Gli elefanti, e abbiamo anche avuto il piacere di intervistarlo. A chiudere la manifestazione musicale sono stati invece gli Etruschi From Lakota che sono stati sempre presenti nell’organizzazione e conduzione del festival come roadies, fonici, stage manager e assistenti impeccabili, attivissimi, precisi e organizzati. Il live degli Etruschi è stato uno show energico a metà tra teatro comico e concerto rock: Dario, il cantante ha giocato e parlato con il pubblico per tutto il tempo, lo ha fatto ridere e sorridere, lo ha coinvolto come in uno spettacolo di animazione, mentre i musicisti contribuivano allo show in maniera perfetta, rendendo il tutto omogeneo senza una pausa per respirare. L’energia ha raggiunto livelli esplosivi, la folla si è scatenata su pezzi come Cornflakes, P.M.P., Il contadino magro, Abramo, Elenoir, e verso la fine del concerto la band ha presentato un pezzo nuovo, Super, che sarà presente nel nuovo disco, veramente un pezzo notevole e dal testo semplice ma intelligentissimo.
Festival pieno di sorprese quello volterrano,  perfettamente organizzato con uno staff impeccabile, ricco di musicisti preparati e originali che hanno portato in piazza dei Priori la buona musica italiana, quella genuina, vera e ben eseguita, offrendo quindi uno spazio nuovo tra rock e cantautori, avvicinando pubblici diversi e di tutte le età.

 

Virginia Villo Monteverdi

Virginia Villo Monteverdi

Laureata in Storia dell’Arte medievale e seriamente dipendente dalla musica Virginia è una pisana mezzosangue nata nel 1990. Iniziata dal padre ai classici rock ha dedicato la sua adolescenza a conoscere la storia della musica. Suona e canta in un gruppo, ama fare video, foto e ricerche artistiche e ogni tanto cura delle mostre d’arte contemporanea.